Vivere da cristiani

 

 

«E all’angelo della chiesa in Pergamo scrivi: queste cose dice colui che ha la spada affilata a due tagli. Io conosco le tue opere e dove tu abiti, là dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu rimani fedele al mio nome e non hai rinnegato la fede in me neppure nei giorni in cui il mio fedele testimone Antipa fu ucciso tra di voi, là dove abita Satana. Ma ho alcune cose contro di te: tu hai colà alcuni che ritengono la dottrina di Balaam, il quale insegnò a Balak a porre un’insidia davanti ai figli d’Israele per farli cadere, inducendoli a mangiare cose sacrificate agli idoli e a fornicare. Così hai pure alcuni che ritengono la dottrina dei Nicolaiti, la qual cosa io odio. Ravvediti dunque, altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: a chi vince io darò da mangiare della manna nascosta; e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza sta scritto un nuovo nome che nessuno conosce, se non colui che lo riceve» (Apocalisse 2: 12-17)

 

Pergamo veniva considerata il trono di satana, poiché era un impressionante centro di culti idolatrici.

A ridosso della città, vi era una collina dove sorgevano molti templi pagani.

I cristiani che vi abitavano, oltre ad astenersi dall’idolatria, dovevano guardarsi dall’infiltrazione della cosiddetta dottrina di Balaam che induceva a non tener in alcun conto la purezza e l’integrità.

Anche oggi, la chiesa, deve guardarsi da queste due grandi insidie costantemente in agguato: il pullulare di religioni che pur definendosi cristiane rivelano molte dottrine e pratiche pagane; e la frivolezza di una società che ritiene lecita qualsiasi condotta e non accetta più alcun codice morale.

Oggi non è difficile, ad esempio, incontrare dei credenti che ritengono normale la convivenza senza aver contratto matrimonio, adducendo la scusa che non è la stipula dell’atto di matrimonio che rende stabile l’unione tra due persone, ma la buona volontà dei conviventi.

Oppure, avere delle esperienze prematrimoniali visto che poi si aggiusta ogni cosa con il matrimonio e si viene perdonati da Dio del peccato commesso.

Non sono pochi i genitori cosiddetti fedeli, che difendono simili posizioni dei loro figli pretendono che il pastore li sposi in chiesa.

Non mi stupirei, se qualche pastore per paura di perdere questi membri acconsentirebbe alla loro richiesta, trovandosi proprio nella posizione del conduttore della chiesa di Pergamo.

L’avvertimento contenuto in questo brano, dovrebbe metterci in guardia: nessun compromesso sarà accettato, nessuna commistione tra le cose sante e l’idolatria potrà essere ammessa.

I credenti in Cristo, devono guardare avanti ed appetire le cose celesti.

Il cristiano è partecipe della potenza di Dio e si appropria della natura divina come nessun altro può fare.

Ottenere la vittoria, significa avere un nuovo nome che conferisce il diritto ad entrare nel Regno di Dio con un carattere completamente modellato dalla Sua grazia.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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