TUTTO HA UNO SCOPO!

Invitato ad un Raduno tenuto a Beatemberg, in Svizzera, nella cartellina distribuita ai giovani partecipanti, ho letto questa storia.

L’ho trovata molto interessante ed edificante, per cui ho sentito il desiderio di riscriverla e parteciparla ad altri!

C’era una volta in un giardino, una bellissima rosa.

Il colore dei suoi petali ricordavano i toni caldi e lucenti di un tramonto.

Il suo profumo era intenso ed inebriante.

La rosa, consapevole della sua estrema bellezza, si aspettava che chiunque passasse davanti al giardino, si fermasse ad ammirarla… ma purtroppo non era così, anzi tutti sembravano evitarla.

La rosa non riusciva a capire com’era possibile, eppure era il fiore più bello del giardino.

Amareggiata, continuava a ripetersi: “Perché nessuno si ferma ad ammirare i miei colori, ad aspirare il mio profumo… perché?”.

All’improvviso udì una voce che diceva: “Credo di sapere perché nessuno si avvicina a te… temo che la colpa sia mia, penso che le persone si tengono lontano da te perché hanno paura di me”.

La rosa, incuriosita, si guardò attorno, ma non vide nessuno, poi chinando leggermente i suoi petali, vide sotto di sé, proprio vicino alle radici, un vecchio rospo.

Profondamente risentita, disse al rospo: “Se la colpa è tua, allora cosa aspetti ad andartene! Vattene via, non ti voglio più vicino a me”.

Il rospo, con un cuore pieno di tristezza, senza dire una parola, si allontanò.

La rosa tirò un sospiro di sollievo: finalmente quel brutto rospo se n’era andato via!

Adesso tutti si sarebbero fermati ad ammirarla.

Si sentiva al settimo cielo!

Dopo qualche tempo al rospo venne il desiderio di fare visita alla bellissima rosa.

Timoroso, col cuore che gli batteva forte per l’emozione, si avvicinò al giardino… ma quale sorpresa lo attendeva!

La bella rosa non solo non era più la stessa ma, appassita e spenta, stava quasi morendo.

Il rospo meravigliato, chiese alla rosa: “Che ti è successo, dimmi, dov’è finita la tua bellezza? Perché sei ridotta in questo stato?”.

La rosa con un filo di voce rispose: “Appena te ne sei andato, le formiche e miriadi di insetti mi hanno invaso. Prima si sono attaccati al mio stelo, poi sono saliti fino alle foglie e infine, sono arrivati ai miei petali, ed ora eccomi qui, ridotta da far pietà”.

Troppo tardi la bella rosa, si era resa conto di quanto fosse stata ingiusta, crudele ed insensibile verso quel vecchio rospo!

Essa non aveva capito l’importanza e il valore di quello sgradito animale.

La rosa non era riuscita ad andare oltre il brutto aspetto del rospo e capire che la presenza di quell’animale, nel giardino, era importante e preziosa… soprattutto per lei, perché impediva a molti parassiti di attaccarla e distruggere la sua bellezza!

A volte, capita anche a noi di comportarci come questa rosa: non riusciamo ad andare oltre ciò che è esteriore per capire l’importanza ed il reale valore delle persone che ci stanno accanto.

Come la rosa di questo racconto immaginario, qualche volta le allontaniamo brutalmente da noi come qualcosa di sgradevole.

Oppure semplicemente le trattiamo con indifferenza e, nel completo silenzio, li feriamo profondamente nei sentimenti più intimi, senza renderci conto dell’importanza che abbiamo l’uno per l’altro… e davanti a Dio.

Tutti noi, con i nostri pregi e i nostri difetti, belli o brutti, intelligenti o meno, siamo importanti davanti a Dio.

Lui ci ha fatti e ci ha reso Suoi figliuoli, Lui ci ama e ci accetta come siamo.

Nella Sua mano, possiamo essere molto utili gli uni agli altri, anche se i nostri caratteri sono molto diversi.

Impariamo ad apprezzare e stimare l’altro più di noi stessi.

Lasciamo che l’amore di Dio si spanda nei nostri cuori per lo Spirito Santo.

Impariamo ad amarci… veramente!

“Purificate le anime vostre coll’ubbidienza alla verità per arrivare a un amor fraterno non finto, amatevi l’un l’altro di cuore, intensamente” (1Pietro 1:22).

A risentirci la prossima settimana.

 

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