Tutto è compiuto

 

“Questi, dopo aver offerto un unico sacrificio… si è posto a sedere” (Ebrei 10:12)

 

Il più grande atto della storia di tutti i tempi si realizzò con una parola di trionfo gridata da un uomo morente.

Essa fu pronunciata quando Gesù Cristo gridò: “Tutto compiuto!”.

Che cos’era stato compiuto?

Indubbiamente si potrebbero dare molte risposte pensando alla Sua vita di umiliazione, o alla lunga serie di sacrifici animali.

Ma la risposta di gran lunga più convincente è che il signore Gesù Cristo aveva completato, l’opera di riconciliazione tra l’uomo e Dio, un’opera che viene generalmente racchiusa in una sola parola: espiazione.

In essa trova soddisfazione il più grande bisogno di Dio e, al tempo stesso, quello dell’uomo; tutto avviene in maniera assolutamente compieta.

L’uomo aveva bisogno dell’espiazione dei propri peccati, ma anche Dio aveva bisogno che quell’opera venisse attuata, altrimenti non avrebbe potuto concludere il suo piano di redenzione.

L’opera di espiazione è completa, la giustizia eterna è soddisfatta e l’amore divino è pienamente rivelato.

La conclusione di quest’opera è dimostrata dal fatto che quando Cristo tornò in cielo, Egli sedette alla destra di Dio.

Questo non sarebbe mai potuto accadere con un sacerdote che avesse servito in un tabernacolo terreno e offerto sacrifici di animali.

Il suo servizio, infatti, sarebbe dovuto necessariamente continuare, poiché i sacrifici non sarebbero mai stati sufficienti a coprire il peccato di tutti gli uomini.

Ma il sacrificio di Gesù, offerto una volta per sempre, ha fatto fronte alla condanna del peccato, e nessun altro sacrificio è necessario perché sarebbe comunque vano.

Questo è il sicuro fondamento per la pace di una coscienza colpevole.

L’Iddio che deve punire il peccato del mondo si è Egli stesso caricato del peccato nella persona di Suo Figlio, fattosi uomo.

Senza peccato, Gesù portò il peccato dell’umanità sulla Sua anima e soffrì al posto nostro.

Ora la Sua presenza è alla destra del Padre e dimostra che il Suo sacrificio è stato accettato e che possiamo quindi essere liberi.

Se ci troviamo di fronte a un’opera perfetta, non c’è altro da fare se non glorificarlo con le labbra e con tutta la nostra vita.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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