TROPPA TEORIA

 

“Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve”? (Giacomo 2:15-16)

Viviamo nell’epoca in cui ad ogni possibile problema corrisponde “sempre” una soluzione: la società è infatti pronta ad offrire al cittadino ciò di cui necessita, permettendogli addirittura di scegliere la proposta più adatta al suo stile di vita e al suo modo di pensare tra le tante possibili.

Fin troppe volte, tuttavia, la risposta alla nostra problematica si riduce sostanzialmente ad un “nulla di fatto”, un insieme di teorie, idee, opinioni che (seppur convincenti) non producono in fin dei conti il cambiamento desiderato.

In questi versetti è presentata la condizione di un fratello/sorella che vive in assoluta povertà: l’ipotetica persona soffre la miseria e ha bisogno dunque di sopravvivere (cibo) e recuperare la propria dignità (vestiario).

Attraverso Giacomo, Dio vuole richiamare la nostra attenzione su una situazione di necessità puramente materiale come tante a cui tutti noi siamo quotidianamente chiamati a far fronte.

“A cosa serve” parlare a chi è nel bisogno senza effettivamente impegnarsi in prima persona nel fornirgli l’aiuto necessario?

L’errore della maggior parte di noi cristiani è proprio quello di dimenticarci la fondamentale importanza dell’agire (e non solo del credere) nel corso del nostro cammino di vita.

Se dobbiamo “amare il nostro prossimo come noi stessi” non possiamo rimanere distanti da chi soffre, soprattutto se fa parte della famiglia di Dio, e limitarci a spiegargli ciò che deve fare.

Come affermare “scaldatevi e saziatevi” non da in effetti alcun aiuto a coloro che non riescono a procurarsi cibo e vestiti, così molte volte le nostre affermazioni risultano sterili e tradiscono il vero compito che Dio ci ha affidato: la nostra fede è viva tanto quanto siamo disposti ad amare concretamente l’altro dandogli ciò che di materiale o spirituale gli manca.

Abbandoniamo qualsiasi atteggiamento di superiorità o disinteresse nei confronti del nostro prossimo e ricordiamoci che, solo completando la nostra fede con le opere, potremo riposare nella pace di Dio: “Tu credi che c’ è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano. Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore”? (Giacomo 2:19-20)

Naima Mastrorocco Guidotti

A risentirci la prossima settimana.

 

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