SOS

C’è chi dice sia l’acronimo di “Save Our Souls” (in inglese, “salvate le nostre anime”), o di “Save Our Ship” (sempre in inglese, “salvate la nostra nave”), oppure di “Soccorso Occorre Subito”. L’elenco di questi acrostici è ancora molto lungo, ed è estremamente facile inventarne di nuovi. Però l’SOS è stato adottato come segnale di soccorso, in virtù del fatto che in codice morse è semplicissimo da codificare, con tre punti seguiti da tre linee seguiti da altri tre punti ( ovvero: …—… ).
SOS è un grido di allarme come quello che stiamo leggendo:
“Il fatto è che molti vorrebbero unire chiesa e palcoscenico, carte da gioco e preghiere, ballo e sacramenti! Se proprio non riusciamo ad arginare questo torrente, potremmo almeno avvertire gli uomini della sua esistenza ed implorarli di starsene alla larga. Quando la vecchia fede tramonta e l’entusiasmo per il Vangelo si spegne, non c’è da meravigliarsi se la gente va in cerca di palliativi che la trastulli! Mancando il pane, si nutre di cenere! Rifiutando le vie del Signore, si accalca con foga lungo i sentieri della follia” (Charles H. Spurgeon). “Del male sta infestando il campo del Signore la cosa è talmente chiara che perfino un credente miope se ne accorgerebbe. Negli ultimi anni, questo genere di male si è diffuso in modo davvero impressionante. Si è propagato come un lievito che ha fatto fermentare tutta la pasta. Il diavolo ha, in un certo senso, cambiato tattica: affinando le sue astuzie, ha fatto credere alla chiesa che parte della sua missione sia quella di divertire e intrattenere la gente, conquistandola così a sé. Seppure abbia iniziato il suo mandato annunciando l’Evangelo, la chiesa ha lentamente abbassato i toni della propria testimonianza per poi strizzare l’occhio alle frivolezze del momento, giustificandole. Successivamente, ha permesso che queste stanziassero presso i propri confini per poi adottarne l’utilizzo con il pretesto di raggiungere le masse”. “Si stenta a credere fino a che livello di frivolezza e di vani divertimenti, si è potuti giungere in alcune chiese… Ormai, nei luoghi di culto è stato introdotto davvero ogni genere di svago, spesso del tutto simile agli spettacoli teatrali di maggior successo. Come possono queste cose promuovere la santità o favorire la comunione con Dio? Come si può, dopo aver assistito a simili performance, tornare a casa e chiedere a Dio la salvezza dei peccatori e la santificazione dei credenti? Non osiamo neppure toccare ciò che non è santificato, perché ci sembra del tutto estraneo al cammino di fede e di comunione celeste. In alcuni casi, si tratta di follie così assurde da risultare adatte più ad un idiota che non ad un uomo assennato” (Charles H. Spurgeon).

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