SERVIRE DIO CON LA NOSTRA VITA

 

“Servendo al Signore con ogni umiltà” (Atti 20:19).

 

Tutti i credenti sono servi del Signore; ci si aspetta, quindi, che essi consacrino loro stessi al Suo servizio.

Spesso, però, si diffonde una concezione sbagliata, che consiste nel ritenere che il servizio a Dio sia soltanto quello che siamo soliti definire “a tempo pieno”, vale a dire il ministerio rivolto alla chiesa e la predicazione dell’Evangelo.

In realtà il Signore ha chiamato alcune donne a essere madri cristiane per l’ammaestramento dei credenti della generazione successiva, esattamente come ha suscitato altre donne a essere missionarie, pioniere o insegnanti.

Alcuni credenti sono chiamati da Dio a vivere la propria vita nel mondo degli affari, della scienza o dell’arte, dove possono ugualmente glorificare e servire Dio.

Noi onoriamo Dio se ci adoperiamo per Lui con tutte le nostre facoltà e soltanto per la Sua gloria.

Lo serviamo quando Gli ubbidiamo e compiamo l’opera che Egli ci ha assegnato.

Ma un simile servizio, ovunque venga reso, dev’essere svolto in un modo speciale e con uno spirito del tutto particolare.

Il servizio cristiano non si deve rendere a cottimo; non dobbiamo, cioè, essere preoccupati solamente di quanto possiamo fare per il Signore Gesù.

Il modo in cui ci rendiamo utili è importante quanto il servizio che svolgiamo; il motivo per cui esso viene fatto ci rende più o meno graditi agli occhi di Dio.

L’alto servizio di Dio si deve compiere con uno spirito umile, sia che venga svolto in un ambito modesto, sia che riguardi un livello più elevato.

Noi siamo soltanto peccatori salvati per grazia, i talenti che abbiamo provengono dalla Sua misericordia, e la carica che ricopriamo ce l’ha affidata Lui stesso; Egli può facilmente toglierci certi doni o privarci di una determinata posizione.

Non possediamo nulla che non abbiamo prima ricevuto e, nella migliore delle ipotesi, siamo servitori tutt’altro che indispensabili, che non han fatto altro che il loro dovere.

Pertanto, ci si addice una attitudine umile, accompagnata dalla coscienza della nostra fragilità.

Consideriamo la grandezza e la misericordia di Dio e il nostro continuo bisogno.

L’umiltà che deriva da questa consapevolezza sarà sicuramente apprezzata dal Signore.

Dio ti benedica.

PASQUALE GIDIULI

A risentirci la prossima settimana.

 

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