PRENDI IL “SUO” LETTUCCIO…PER FARLO CAMMINARE

La potenza del Signore era con lui per compiere guarigioni (Luca 5:17).

 

Un giorno, mentre Gesù stava predicando in una casa, quattro uomini portarono il loro amico paralitico affinché Egli potesse guarirlo.

Non riuscendo a passare attraverso la folla, salirono sul tetto, fecero un’apertura, calarono giù l’uomo verso Gesù ed Egli lo guarì.

Alcune persone devono essere “portate fisicamente” da Gesù perché non riescono ad arrivare a Lui da sole.

Come l’uomo nella storia, sono paralizzate.

Ti chiedi: “Paralizzate da cosa”?

Paralizzate da un comportamento che non riescono a controllare.

Paralizzate dal ricordo di qualcosa accaduto nell’infanzia.

Paralizzate da una dipendenza da sostanze illegali, farmaci, dal gioco d’azzardo, dalla pornografia, dall’alcol, dal denaro.

Qualsiasi sia la tua dipendenza, una cosa è certa, essa ti paralizza.

Puoi essere bloccato dalla paura, dall’ansia, dalla depressione, o da ferite realizzate nell’infanzia fatta di abbandono e abuso.

Potresti essere una donna o un uomo, paralizzato dal successo, dal materialismo, dall’avidità, dall’egoismo e non sentire alcun bisogno di Dio nella tua vita.

Qualcuna di queste cose ha colto nel segno?

Gesù iniziò il Suo ministero con queste parole: “Lo spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i popoli; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri, il recupero della vista ai ciechi: per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l’anno accettevole del Signore” (Luca 4:18-19).

D’altro canto, noi credenti dovremmo guardarci attorno per vedere quanti sono in una condizione di paralisi e dovremmo, come abbiamo letto, avere la stessa determinazione dei quattro amici.

Presero il lettuccio con l’amico paralizzato e lo calarono dal tetto.

A questo siamo chiamati.

Si legge che: “Gesù vide la loro fede”.

Non quella del paralitico, ma quella dei suoi amici.

A volte può succedere che hai pregato per qualcuno e sembra che non sia successo nulla, ma l’invito di Dio è quello di avere una fede incrollabile che ti spinga a non mollare mai.

Solo perché hai parlato a qualcuno del Signore in passato e non ha risposto, non significa che non lo farà ora.

Forse non erano pronti allora, ma adesso le loro circostanze sono cambiate.

Forse li hai affrontati nel modo sbagliato e ora sai di poter avere un approccio migliore.

Ricordati sempre che quando fai la tua parte, Dio farà la Sua: “Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo” (Galati 6:9).

Pasquale Gidiuli

A risentirci la prossima settimana.

 

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