“PERCHÉ TI ABBATTI O ANIMA MIA”?

 

Una domenica indimenticabile del 1866, C. H. Spurgeon sbalordì i suoi cinquemila ascoltatori, esclamando dal pulpito del Metropolitan Tabernacle di Londra: “Sono soggetto a depressioni di spirito così spaventose che spero nessuno di voi arrivi mai a provare tanta prostrazione”.

Per gli astanti sembrava inconcepibile che il maggior predicatore del mondo conoscesse la valle della disperazione.

Venuto anni dopo, nel 1887, dichiarò dallo stesso pulpito: “Personalmente, ho attraversato spesso questa valle scura”.

John Henry Jowett, pastore brillante della chiesa Presbiteriana di New York e più tardi della Westminster Chapel di Londra, scrisse ad un fratello nel 1920: “Sei convinto che io non conosca alti e bassi e che collezioni sempre successi spirituali con tanta gioia e serenità? Per niente! Spesso verso in misero stato e tutto mi appare buio”.

G. F. Barbour, biografo di Alexander Whyte, forse il più grande predicatore di Scozia dai tempi di John Knox, scrisse: “Alexander Whyte era piuttosto risoluto; tuttavia, attraversava periodi di profonda depressione a seconda dei risultati inerenti alla sua opera sul pulpito o tra la gente”.

Martin Lutero conosceva periodi particolarmente bui; si isolava per giorni e la sua famiglia doveva levare di torno tutte le cose pericolose per paura che si facesse del male.

Durante una di quelle crisi, sua moglie Caterina entrò nella stanza vestita a lutto.

Sorpreso, Lutero chiese chi fosse deceduto.

La donna rispose che non era morto nessuno, ma dal modo in cui lui si comportava, pensava che fosse morto Dio!

La verità è che persino i credenti più consacrati a volte sono depressi!

Quanti hanno posto l’affetto nelle “…cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio”, non sono esenti dall’abbattimento.

Molti servitori del Signore hanno compiuto cose grandi ed hanno scalato altezze che noi non raggiungeremo mai; eppure, talvolta hanno affrontato la depressione e la disperazione – “l’aria irrespirabile dell’inferno” come l’ha definita lo scrittore e poeta inglese John Donne.

La depressione è stata descritta come il raffreddore comune della mente, perché alla fine la prendono quasi tutti.

Quelli che servono il Signore con impegno, non ne sono immuni.

Lo scoraggiamento nel ministerio ha un precedente apostolico nell’esperienza di Paolo.

Era un missionario eminente, ma il peso del ministerio si faceva sentire e a volte egli era “abbattuto” – parola sua (2Corinzi 7:6; Vers. Riveduta).

Il termine greco utilizzato suggerisce che Paolo si sentiva umiliato e depresso.

La cosa bella, però, è che non cercava di nasconderlo.

Anzi, l’apostolo confessava la sua afflizione e come Dio lo aveva guarito.

La sua esperienza può recare gran beneficio a quanti sono nel ministerio.

A risentirci la prossima settimana!

 

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