“Oh, avessero per sempre un tal cuore…”

 

Deuteronomio 5:20-33

 

Queste sono parole di Dio rivolte a Mosè che trasmettono l’ansioso anelito del cuore divino.

l’Eterno esprime inoltre la persistente difficoltà dell’uomo a rimanere costante nelle proprie intenzioni.

La nostra mente riconosce la bellezza, la giustizia e la perfezione della legge divina, ma non ha la forza naturale per rimanere ferma nel desiderio di adempierla.

Ecco però intervenire l’espressione del cuore ed ognuno di noi si identifica in ciò che desidera profondamente.

Infatti, la Scrittura afferma: “…col cuore si crede per ottenere la giustizia…” (Romani 10:10).

Si può essere intellettualmente convinti della validità della legge divina, ma si arriva ad ottenere la giustizia di Cristo solamente quando il nostro desiderio ci spinge a porre fiducia nel “Signore, nostra giustizia”.

Quando permettiamo al nostro unico Mediatore, Cristo Gesù il Signore, di intervenire presso il Padre, allora la Sua giustizia viene applicata a noi!

Ascoltiamo l’anelito del nostro amabile Signore: Egli vuole compiacersi di noi; desidera che il nostro cuore, cioè i nostri sentimenti, i nostri affetti, i nostri pensieri, siano sempre disposti verso di Lui in totale arrendimento, perché la Sua opera si possa compiere in noi!

Come l’Eterno godeva per quegli istanti di resa consapevole del Suo popolo antico, così possa Egli prendere diletto dei momenti della nostra consacrazione, e sia dato a questi attimi di trasformarsi in minuti, ore, giorni, mesi ed anni di dedizione profonda, fino a quando il nostro tempo sarà annullato dall’eternità.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Una promessa

 

Atti 7:1-19

 

Quella che Stefano indirizzò al Sommo Sacerdote e al Sinedrio è una professione di fede meticolosa e ben articolata.

Può sembrare strano che quest’uomo di Dio che “faceva gran prodigi e segni fra il popolo”, si appresti a ricostruire per sommi capi l’intera storia del popolo d’Israele da Abramo in poi.

Può sembrare strano che racconti queste cose al cospetto della massima autorità religiosa della nazione e lo faccia partendo così da lontano.

Eppure, fin dalle prime pagine della Scrittura e già dalle prime vicende di cui l’essere umano si rese protagonista, si insinua l’annuncio della redenzione e della salvezza realizzata ad opera del Signore.

La fede cristiana, come già dovettero ribadire gli apologeti dei primi secoli, non nasce dal nulla, ma si radica profondamente e in maniera indissolubile nella millenaria rivelazione affidata nelle mani di Israele.

Anche in occasione della tua testimonianza personale è buona regola prendere le mosse dai primi episodi, dai passi iniziali e quindi sviluppare il racconto riportando, ordinatamente, le tappe che ti hanno condotto fuori “dal tuo paese e dal tuo parentado”.

A fondamento della nostra esperienza di fede, proprio come nel caso di Abramo, c’è una chiamata ad uscire ed una ad entrare, c’è un “territorio” da abbandonare e un paese del tutto nuovo verso il quale volgere lo sguardo.

A fondamento della nostra vita di credenti c’è proprio, come per i patriarchi, una promessa e in funzione di questa parola che Dio ha pronunciato, vogliamo sperare, vivere ed amare.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Alza i tuoi occhi!

 

Il Signore ti proteggerà (…), ora e sempre. (Salmo 121:8)

 

Questo Dio, del quale Davide parla nel Salmo 121 e del quale noi sentiamo la presenza, è il nostro Dio e lo sarà in eterno.

Quante volte nel salmo Davide scrive che il Signore ci assicura la sua protezione…

Eppure ci sarà capitato nei momenti difficili di chiederci: “Signore, dove sei? Perché non lo hai impedito?”; tuttavia… “Se tu non mi avessi protetto, Signore, dove sarei? Come avrei fatto?”

Dio ha dato un senso alla nostra vita!

Abbiamo un Dio meraviglioso pronto a darci aiuto, soccorso… eppure ci sono stati momenti in cui abbiamo messo in discussione la sua certa protezione.

“Ecco”, ci ricorda Davide nel Salmo 121, il Signore, colui che ti protegge, “non sonnecchierà né dormirà”.

È una certezza!

Confida nel Signore!

Egli è l’Onnipotente!

Egli ha sempre il meglio per noi!

Infatti, la Bibbia dice che “tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (Romani 8:28).

E allora quando siamo in difficoltà alziamo gli occhi verso Dio! (Salmo 121:1-2)

La tua fede è davvero riposta in Colui che può ogni cosa?

Per quanto grandi possano essere le difficoltà, il Signore ha sempre il potere di soccorrerci, di liberarci.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Sabato 8 febbraio – Raduno provinciale – Ospite Pastore Salvatore Cusumano

“Dov’è il loro Dio?”

 

Salmo 79

 

Il quadro che ci presenta questo Salmo è a dir poco desolante: Israele è in balia delle nazioni nemiche, il Tempio è contaminato, la città è in completa rovina e il popolo decimato.

Una situazione così triste era resa più drammatica dal fatto che il popolo, malgrado tutto, non riusciva a vedere Dio come il Sovrano che è all’opera, e solo il salmista pareva rendersi conto di questa realtà, interpretando quegli avvenimenti alla luce della fede che rischiarava la sua esistenza.

Il salmista si rivela consapevole del fatto che, per ogni uomo, l’unica prova veramente efficace dell’approvazione divina sarebbe stata la dimostrazione del successo e della prosperità, ma ora, di fronte alla sconfitta e all’avversità tutte le nazioni nemiche si sarebbero chieste: “Dov’è il loro Dio?”.

Come sempre, il desiderio e la preoccupazione suprema dei servitori di Dio è quella di vedere il nome Suo rispettato e onorato, di conseguenza i credenti hanno a cuore che si veda la benevolenza di Dio in loro favore, in modo tale che chiunque possa discernere la relazione esclusiva che lega l’Eterno a quanti Lo seguono in timore e tremore.

Il grido del salmista è volto ad ottenere liberazione dai nemici non soltanto perché il popolo è oppresso, ma anche e soprattutto perché la potenza di Dio sia appieno rivelata.

Non è facile elevarsi a questo livello di autentica spiritualità.

L’egoismo porta inevitabilmente a privilegiare i propri interessi, ma la misura vera dell’amore verso Dio e la Sua opera, si manifestano nella profonda passione e nell’ardente desiderio che la gloria dell’Eterno abbia il sopravvento.

Signore, concedici questa vera spiritualità!

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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