“Gli si precipitavano addosso per toccarlo”

 

Marco 3:7-12

 

Quest’espressione indica quanto grave e penosa fosse la condizione di coloro che udivano la predicazione di Gesù.

Costoro rappresentano un drammatico spaccato dell’umanità intera, afflitta dal peccato, dalla malattia e intenta continuamente a mascherare il proprio malessere sotto le vesti di un vuoto trionfalismo.

La folla si accalcava attorno a Gesù perché vedeva in Lui l’amore di Dio per l’intera umanità.

Dinanzi a questa scena viene però da chiedersi, dove si trovavano tutti costoro, quando Gesù dovette affrontare la persecuzione e la morte.

Tanta foga nasceva da un bisogno reale, ma quali esperienze spirituali realizzò in concreto la moltitudine?

Questa massa di persone sempre presente nei racconti degli Evangeli, ora silenziosa e attenta, ora entusiasta ed esultante, ora recalcitrante e polemica rimane un monito per tutti quegli uomini che ritengono di potersi definire cristiani pur avendo avuto con Gesù solamente un incontro episodico e superficiale.

A quegli uomini premeva essenzialmente ricevere la guarigione, e probabilmente non cercavano di conoscere Gesù in profondità, la loro foga si esauriva una volta ricevuto ciò che desideravano.

Il Signore ci aiuti a realizzare ogni giorno un’esperienza profonda con Lui, in virtù della quale possiamo a tutti gli effetti fregiarci del titolo di Suoi discepoli.

Il Signore ci liberi infine dagli entusiasmi passeggeri, per infiammarci del Suo perenne e inconfondibile zelo.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

“Tua è anche la notte”

 

Salmo 74:16

 

Si, Signore, Tu non abdichi al Tuo trono quando il sole tramonta, né lasci che durante le lunghe notti ventose esso sia preda del male; i Tuoi occhi ci guardano come fanno le stelle, e le Tue braccia ci circondano come le costellazioni cingono il cielo.

La rugiada del sonno tranquillo è nelle Tue mani, così come lo è la solennità della notte.

Ciò è molto dolce al mio cuore quando guardo attraverso le ore notturne, o sono scosso dalle sofferenze.

Frutti preziosi nascono sia alla luce della luna che a quella del sole: possa il mio Signore rendermi partecipe di essi.

La notte dell’afflizione è sotto il piano e il controllo dell’Iddio d’amore proprio come lo sono i luminosi giorni estivi dove tutto è gioia.

Gesù è nella tempesta.

Il Suo amore si riveste della notte come un mantello, ma all’occhio della fede la nera veste non riesce a nasconderlo.

Dalla prima veglia notturna fino al calar del giorno l’eterno Guardiano osserva i Suoi santi, e domina sulle ombre e sulla rugiada della mezzanotte per il bene supremo del Suo popolo.

Noi non crediamo in divinità rivali del bene e del male che si contendono la supremazia, ma ascoltiamo la voce dell’Eterno che dice: “Io formo la luce, creo le tenebre. Io, il Signore, sono colui che fa tutte queste cose”.

I periodi bui di indifferenza religiosa e di peccato diffuso nella società non sono esenti dalla sovranità divina.

Quando gli altari della verità sono contaminati, e le vie di Dio sono dimenticate, i servi del Signore piangono con amarezza, ma non possono disperare, perché le ere più oscure sono governate dal Signore, e giungeranno al termine al Suo comando.

Ciò che a noi può sembrare sconfitta può essere vittoria per Lui.

“Sebbene avvolti nella notte cupa, E non riceviamo alcun raggio di luce, Il Signore stesso è qui, Perciò noi non temeremo”.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Crescere nella grazia

 

Luca 2:39-52

 

Lo sviluppo psico-fisico per ogni creatura che viene al mondo è di grande importanza, ma la crescita spirituale-interiore lo è ancora di più (cfr. 1 Pietro 3:4).

Gesù cresceva in grazia e in sapienza davanti a Dio e agli uomini.

Non ci può essere vera crescita spirituale interiore sé ci si rifiuta di venire ammaestrati e corretti.

Anche la natura impone i suoi divieti, ignorarli significa esporsi alle sue severe sanzioni.

La ricezione dell’insegnamento implica alcuni importanti accorgimenti:

1. Evita il concetto dell’autosufficienza: È necessario imparare a camminare con le proprie gambe, rammentando che c’è un principio a cui ispirarsi con grande impegno se vogliamo crescere interiormente: vivere vicino all’Eterno (cfr. 1 Samuele 3:18). Non trascurare la comunione con Dio, cercando ogni occasione per mettersi in contatto con Lui ci consentirà di attingere la linfa per sviluppare un profondo rapporto spirituale, maturando al tempo stesso anche “davanti agli uomini”.

2. Non paralizzarti, la crescita è continua: “Crescete nella grazia” consiglia l’apostolo Pietro (cfr. 2 Pietro 3:18). Gesù crebbe in grazia ed in sapienza, virtù che appaiono abbastanza sorprendenti in un ragazzo appena dodicenne.

3. Imita gli esempi di fede: Avrai sicuramente osservato la vita di uomini e donne di Dio descritta nella pagine della scrittura; studiati di considerare l’esempio della loro fede e sicuramente anche tu “crescerai”.

4. Vivi praticamente ciò che apprendi teoricamente: Di Samuele è scritto che cresceva nella casa e alla presenza dell’Eterno senza lasciare cadere a terra neppure una parola del Signore (cfr. 1 Samuele 3:19).

Il segreto per crescere nella grazia e nella sapienza di Dio sta nel fare la Sua buona, accettevole e perfetta volontà.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

L’oblazione

 

Levitico 6:14-23

 

L’offerta dell’oblazione non richiedeva né sangue, né vittime, eppure per certi versi rispecchiava la perfezione della natura e della vita dell’uomo Cristo Gesù sofferente e provato.

Il verso 15 del testo ci parla della figura del nostro Signore Gesù, della Sua vita e della Sua umanità perfetta.

Il fior di farina può rappresentare l’umanità di Cristo, perfetta in tutti i dettagli.

Il fior di farina è puro, bianco e fine.

In Cristo uomo tutto era armonia, Egli a volte usava grazia, a volte rimproverava aspramente il peccato.

Egli sapeva consolare e correggere; sapeva come comportarsi tanto nella casa del Fariseo, quanto in quella di Marta e Maria.

L’olio rappresenta lo Spirito Santo: l’offerta era intrisa d’olio proprio come Gesù fu concepito dallo Spirito Santo, e poi unto dallo Spirito in occasione del Suo battesimo nel Giordano.

Anche sui discepoli del Signore nel giorno della Pentecoste lo Spirito Santo discese sotto forma di lingue di fuoco; perché questi credenti dovevano ricevere la potenza per il servizio, e la guida “In tutta la verità”.

L’incenso versato sull’offerta di focaccia veniva interamente bruciato sull’altare.

Esso rappresentava tutta la soddisfazione che Dio ha trovato nella vita del Suo Figliuolo sulla terra.

“…il tuo nome è un profumo che si spande…” (Cantico dei Cantici 1:3).

Tutto ciò che Gesù fece era in funzione della volontà del Padre e non tanto per essere approvato dagli uomini.

Cristo era fedele e proprio per questo venne disprezzato e contraddetto, era semplice, e non Lo stimavano, ma l’accoglienza che trovava non provocava in Lui nessun risentimento, poiché faceva ogni cosa unicamente per soddisfare il Padre celeste.

L’incenso del Suo servizio e dei Suoi affetti era per Dio e saliva continuamente alla Sua presenza.

Ci aiuti il Signore ad arrivare compatti “…all’unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo…” (Efesini 4:13).

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

“Liberi, ma…”

 

1 Corinzi 6:12-20

 

L’opera di salvezza realizzata dal Signore, pone l’uomo che l’accetta, su di un piano totalmente nuovo rispetto a Dio e verso sé stesso.

Pienamente ristabilito nelle sue facoltà spirituali, il credente si ritrova nella necessità di dover imparare ad esercitarle correttamente, esibendo intorno a se una nuova immagine, quella di figliolo di Dio.

L’apostolo Paolo, consapevole di questa responsabilità, rivolgendosi ai credenti di Corinto, evidenzia un’anomalia nell’uso della libertà donata da Dio, che si concretizzava in un atteggiamento tollerante verso situazioni negative, le cui conseguenze si ripercuotevano sulla credibilità della loro fede.

La libertà cristiana può essere erroneamente applicata a circostanze, atteggiamenti e punti di vista che apparentemente sembrano innocui e del tutto legittimi, ma che spesso si rivelano controproducenti.

La pretesa libertà sfocia facilmente in vizi e debolezze, dando luogo a situazioni deplorevoli.

Il controllo di sé, in qualità di uomini rinnovati ad immagine del figliolo di Dio, deve avere il sopravvento portando il credente a realizzare una consacrazione completa e quindi a una comunione più intima con il Signore.

Non vi dovrebbero essere dunque conflittualità tra le diverse componenti che costituiscono l’uomo: spirito, anima e corpo, alla ricerca di momentanee ed apparenti libertà, ma l’intero essere umano reso libero dallo Spirito Santo, deve protendersi verso un unico obiettivo: la gloria di Dio.

La libertà non sia perciò un obiettivo fine a sé stesso, ma uno strumento datoci da Dio, per collaborare e vivere per Lui.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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