State alla prua!

 

 

“Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, proseguo il corso verso la meta” FILIPPESI 3:13-14

 

State sempre alla prua!

Lasciate la poppa con la visione limitata che consente e dirigetevi verso la prua.

Trascorrere del tempo rivedendo tristemente i vecchi peccati e i fallimenti non significa considerarli nella giusta prospettiva.

Confessateli e credete che per amore di Cristo essi sono passati e sono stati interamente perdonati!

Le cadute spesso forniscono il presupposto del successo e la parte morta di noi stessi può diventare la passatoia per accedere alle cose migliori.

Il nostro Signore disse ai suoi discepoli: “Dormite pure oramai, e riposatevi!”.

Il passato è irrimediabilmente alle nostre spalle, ma immediatamente aggiunse: “Levatevi, andiamo!”.

È vero, il cielo davanti a noi può essere oscurato dalle nuvole che minacciano tempesta.

I profeti della meteorologia sostengono che sul mondo si stanno riversando punizioni inevitabili senza che nulla di buono appaia all’orizzonte; che sette civiltà sono già passate e stiamo per vedere la scomparsa dell’ottava.

Sia pure così, ma essi dimenticano che Dio tiene le acque tempestose nel cavo della sua mano; che Gesù camminò sui flutti minacciosi per soccorrere i Suoi amici.

Essi dimenticano che quando la Terra era informe e vuota, lo Spirito di Dio era presente nel caos e nell’oscurità, creando i cieli e la Terra stessa.

Essi non possono riconoscere la voce del creatore che disse: “Ecco, io faccio ogni cosa nuova!”.

Dal caos è nato il cosmo. ogni epoca muore in preda ad un travaglio dal quale scaturisce una nuova era.

Guarda la vasta linea dell’orizzonte, e preparati ad affrontare le nuove terre da esplorare, le meravigliose scoperte che ci attendono, le grandi missioni, ancora nascoste, che aspettano di essere compiute nel futuro.

Non dubitare mai del fatto che le nuvole si dissolveranno.

Può sembrare che il Maestro dorma sul suo cuscino, ignaro e indifferente, ma la sua mano è sul timone.

Egli guida il corso della tua vita; impartisce ordini alle onde ed esse Gli ubbidiscono.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

Vite illuminate

 

 

“Lo spirito dell’uomo è una lucerna dell’Eterno” PROVERBI 20:27;

“Sì, tu sei quel che fa risplendere la mia lampada” SALMO 18:28

 

Il tabernacolo edificato da Mosè e il tempio di Salomone erano entrambi costruiti sul modello divino ed erano costituiti da tre parti: il Cortile esterno, con il suo altare e il lavacro, che guardava all’esterno, in direzione del luogo in cui pulsava la vita umana; il Luogo Santissimo, che era il fulcro dell’invisibile presenza divina e, tra essi, il Luogo Santo, con il suo candeliere, l’altare e il tavolo.

Provate ad applicare quest’immagine alla vostra natura umana.

Il corpo è il cortile esterno, e attraverso di esso abbiamo contatto con il mondo che ci circonda.

Lo spirito è il nostro luogo più santo, e attraverso di esso abbiamo comunione con Dio.

L’anima che sta in mezzo ai due, è la sede della nostra personalità, con inclusa la coscienza, la volontà, l’intelletto e le emozioni.

Il nostro testo afferma che “lo spirito dell’uomo è una lucerna dell’Eterno”.

La lucerna serve ad illuminare, ma ci sono troppe lucerne spente!

Lo Spirito Santo ha illuminato il tuo spirito?

La tua fiamma arde in modo evidente?

Le finestre del tuo spirito permettono la visione delle montagne e della Città di Dio?

E le tende sono riavvolte in alto da permettere alla luce di spandere i suoi raggi anche negli “angoli” della tua vita?

In altre parole, sei in contatto con la persona di Gesù Cristo?

Nella sua essenza più intima, Cristo è il tutto dell’espressione religiosa più pura.

La meta suprema del Nuovo Testamento non è il credo, né i cerimoniali, né le iniziative filantropiche, ma la Sua vita personale e la Sua presenza nel cuore del credente.

Ciò che il Padre era per Lui, Egli desidera esserlo per noi.

Ma questa comunione si può sperimentare soltanto quando abbiamo imparato a trovare in Lui tutte le fonti della vita, dell’amore, e dell’ispirazione, attraverso le quali la nostra esistenza verrà vissuta in Dio.

Quando ci sediamo in meditazione, o c’inginocchiamo nel luogo che ci è abituale, scopriamo che il Signore che stavamo cercando, è venuto prontamente nel Suo Tempio.

Allora sperimenteremo che la gloria di Dio illuminerà la casa della nostra vita per far risplendere la luce nel mondo attorno a noi.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

Seduto presso la fonte

 

 

“Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte” GIOVANNI 4:6

 

Fra tutte le immagini dell’Evangelo, poche offrono un quadro di Cristo più dolce di quello che traspare da queste parole.

Egli aveva viaggiato sotto il sole per tutto il giorno e giunto presso una fonte si sedette.

Era stanco, affamato e assetato.

Questa immagine di Gesù parla soprattutto alle persone stanche.

In altri brani troviamo l’immagine del Signore utile per colui che è tentato, per chi è nel lutto ed è triste, per chi si ravvede, per la madre e il bambino, per il cieco, il sordo, lo zoppo, il perseguitato.

Questa, comunque, è l’immagine di un uomo stanco.

Questa è una delle Sue esperienze che possiamo comprendere meglio.

Mentre Lo vediamo guarire, insegnare, risuscitare i morti, essere trasfigurato, Egli è molto al sopra di noi, e non possiamo entrare nei Suoi sentimenti.

Ma nella Sua stanchezza, dopo un lungo viaggio, Egli è affaticato proprio come noi, e possiamo immedesimarci nella Sua condizione.

Ci conforta il fatto che Egli è ora in grado di simpatizzare con noi quando siamo stanchi, perché quel giorno, anche Lui conobbe la stanchezza.

Quando abbiamo lavorato duramente per tutto il giorno, e siamo stanchi e deboli, ricordiamoci di quest’immagine: Gesù, con i piedi indolenziti e pieno di polvere, che si siede esausto su una pietra.

Persino nella Sua gloria non si è dimenticato di come si sentì quel giorno, e quando ci vede nella nostra stanchezza, il Suo cuore si fa tenero.

Ci guarda con compassione, e ci benedice dandoci forza e gioia.

Tutte le persone il cui lavoro è duro, e che spesso si ritrovano stanche, incornicino questa immagine nella loro mente, e la tengano sempre appesa alla parete del proprio cuore.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

Il frutto dello Spirito: Fedeltà

 

 

“Riteniamo fermamente la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è Colui che ha fatte le promesse” (Ebrei 10:23)

 

La fede è un attributo del cuore, più che della mente.

È estremamente intuitiva nelle sue percezioni iniziali.

È impossibile persuadere qualcuno ad acquisire la fede.

Non pensare, discutere o ragionare troppo sulla fede, altrimenti la perderai.

In questo è come l’amore: quando usi il coltello per sezionarlo, con il proposito di analizzarne il contenuto, il suo spirito e la sua vita svaniscono, lasciando soltanto i resti sbiaditi di ciò che una volta era così bello e fonte di una gioia duratura.

Se tuttavia rivolgi la fede verso qualche obiettivo veramente degno, concentrando la tua mente e il tuo cuore, quasi inconsciamente, la fede affiorerà e giungerà a maturazione.

La fede ha due tipi di obiettivi: il primo è una persona, e il secondo un’affermazione.

Quando siamo affascinati da una persona, tanto da sentirci sicuri di poterle affidare l’anima, il destino e le cose più preziose che possediamo, con la certezza interiore che con Lui tutto è al sicuro e che Egli farà ogni cosa per noi meglio di quanto potremmo farla noi stessi: bene, questa è fede.

Possiamo essere attratti da una dichiarazione, che richiama il nostro senso morale perché coerente con le decisioni della nostra coscienza.

Possiamo essere attratti da un’espressione di Colui nel quale riponiamo completa fiducia; essa si appella a noi per veder manifestata Ia sua gloria.

Accettiamo quella dichiarazione e riposiamo in essa.

Crediamo che quanto attesta con convinzione si realizzerà o si è già realizzato.

Noi siamo certi di questo come se potessimo già sperimentarlo attraverso la nostra vista, l’udito e il tatto. Anche quella è fede.

“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11:1).

Dobbiamo sottolineare la differenza che intercorre tra questa concezione di fede e “la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi”.

La prima indica il cuore che accetta, e la mano che si protende per ottenere; la seconda costituisce l’insieme delle Verità che devono essere accettate.

Dalla fede proviene la fedeltà.

La fede è la tua fiducia riposta in un altro; la fedeltà è la tua rispettabilità, vale a dire la misura in cui si può far assegnamento su di te.

Un’anima fedele, su cui si può contare completamente, è assai preziosa.

Niente può vivificare la nostra fede quanto la meditazione sull’assoluta fedeltà di Dio: “Beato è l’uomo che confida in Lui”.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

L’efficacia della #Scrittura

 

 

EBREI 4:1-13

 

L’autore dell’epistola agli Ebrei ammonisce i lettori a non seguire l’esempio dei padri, i quali, pur avendo ricevuto un messaggio di redenzione che annunciava il riscatto di tutto il popolo, non l’assimilarono e non seppero realizzare pienamente le promesse divine.

Viene puntualizzata l’importanza di entrare nel riposo di Dio, il vero e il più profondo desiderio di ogni essere umano, di cui però si può godere solamente per mezzo della fede.

Nel verso 12 l’autore del nostro testo propone, a coloro che desiderano addentrarsi nel riposo della fede e goderne i benefici, di lasciarsi modellare dalla Parola di Dio.

Essa penetra nell’uomo come una spada affilata, sezionando ogni parte e mettendo a nudo anche gli aspetti più reconditi dell’animo umano.

Essa non solo denuncia ed analizza il peccato nei suoi vari aspetti, ma soprattutto spinge l’uomo a confessarlo a Gesù, il solo che possa perdonare e purificare, trapiantando nell’animo umano quelle virtù divine che consentono di sperimentare fino in fondo la grazia.

Purtroppo, ai nostri giorni ancora sussistono concetti che non trovano nessun riscontro nella Parola di Dio, per cui a molti non sarà consentito trovare il vero riposo in Cristo Gesù.

Da ciò emerge inoltre la responsabilità che grava su ogni credente di predicare e adoperarsi affinché il pieno e vivo Evangelo arrivi ovunque, secondo il comandamento del nostro Signore Gesù Cristo, in modo che quella spada a due tagli penetri con effetti benefici e duraturi nel cuore di tanti altri uomini.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

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