L’UOMO INTERNO!

“Perciò noi non veniamo meno nell’animo; ma quantunque il nostro uomo esterno si disfaccia, pure il nostro uomo interno si rinnova di giorno in giorno… mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono son solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne” (2Corinzi 4:16, 18).

Di recente mi è capitato di chiedere a mia moglie intorno alla condizione di salute di una comune conoscente.

Mi ha risposto: “Purtroppo, va sempre peggio; la sua malattia è quella che è… poi ci si mette anche l’età che ormai comincia ad essere avanzata”.

In un lampo, tanti pensieri si sono affacciati alla mia mente!

“È proprio vero” – mi dicevo – “non c’è modo di sfuggire naturalmente a questa comune condizione umana: la vecchiaia”.

Per quanto l’uomo si studi di prolungare la sua esistenza sul pianeta e mantenere un’immagine efficiente ed “esteticamente” presentabile, ogni giorno che passa egli non può arrestare l’inesorabile processo di invecchiamento che affligge il genere umano.

Si ha un bel da fare nello spalmarsi creme, aggiungere integratori alimentari alla dieta, assumere medicine “miracolose”, affidarsi agli ultimi ritrovati della scienza, sperare nella “magia” del bisturi operata da abili chirurghi… il risultato è sempre lo stesso: assistere ad un progressivo ed inarrestabile fenomeno di invecchiamento al quale non solo si accompagna il decadimento estetico del corpo ma anche una sempre più marcata inefficienza fisica e psichica.

La mancata attenzione all’avvertimento che Dio rivolse con amore ad Adamo nel giardino dell’Eden è sotto gli occhi di tutti: “E l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” (Genesi 2:16, 17).

La disubbidienza a Dio ha portato il peccato nel mondo e con il peccato la malattia, la vecchiaia e la morte la quale: “è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Romani 5:12).

Dio, però, ha mandato il Suo Figliolo nel mondo per annullare il peccato e i suoi deleteri effetti!

Un giorno, Egli che ha salvato le nostre anime al Calvario, riscatterà anche il corpo di tutti coloro che credono in Lui, dalla triste condizione dell’invecchiamento e della morte.

In attesa di questo glorioso giorno in cui la morte sarà “sommersa nella vittoria” (1Corinzi 15:54) possiamo consolarci al pensiero che mentre il corpo va a peggiorare sempre più e si “disfa”, incapace di opporsi alla legge della morte che opera in questo mondo sottoposto alla “servitù della corruzione” (Romani 8:21), c’è un uomo interno che cresce e si sviluppa gloriosamente… un uomo interno a cui è promessa la gloria di Dio, eterna, nei cieli.

L’uomo esterno non può fare a meno di peggiorare ma, grazie a Dio, l’uomo interno può crescere e rinnovarsi “in ordine di conoscenza ad immagine di Colui che l’ha creato” (Colossesi 3:10).

La cosa più saggia da fare, la mattina, allo specchio, di fronte alla testimonianza (sempre più chiara) della “disfatta” dell’uomo esterno, è una sola: ringraziare Dio per la redenzione provvedutaci in Cristo e distogliere lo sguardo da ciò che è destinato a passare, per tenerlo intento alle cose che non si vedono… perché queste sono eterne!

A risentirci la prossima settimana.

 

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