L’offerta di un po’ d’acqua

 

Genesi 24:12-14

 

“O Eterno, Dio del mio signore Abrahamo, deh, fammi fare quest’oggi un felice incontro… E da questo comprenderò che tu hai usato benignità verso il mio signore”

Da questo bellissimo episodio impariamo molto riguardo alla guida divina dell’anima.

Evidentemente Eliezer servo fedele, aveva acquisito qualcosa della fede e dell’atteggiamento del suo padrone.

In questo modo, mentre leggiamo questa semplice storia, possiamo realizzare alcuni dei principi in base ai quali venne condotta l’intera vicenda.

Egli parla quattro volte del “Dio del mio signore Abrahamo”.

Quando entrò in confidenza con Abrahamo, egli prese a cuore la missione affidatagli, fornendo prova di un grande zelo, quasi si trattasse di una sua questione personale.

Voglia Dio che ognuno di noi sia ugualmente intento al servizio del nostro Signore Celeste, affinché anche i nostri dipendenti o collaboratori siano parimenti colpiti dalla riverenza e dall’atteggiamento di preghiera che dovrebbe caratterizzare la nostra vita!

Ogni decisione venne presa alla luce della comunione con Dio.

Questo fatto, però, non lo esime dal prestare attenzione ai passi successivi: doveva essere certo della disposizione della giovane che venne tratta dall’oscurità di Haran per diventare un anello nella catena messianica.

La fede di Eliezer nella provvidenza connessa ad un po’ d’acqua è la cosa più interessante ed istruttiva.

Egli rimase tranquillo fino a quando la ragazza non attinse l’acqua; quindi, nell’assoluta certezza che la sua preghiera fosse stata esaudita, senza ulteriori esitazioni infilò il braccialetto nel suo braccio.

Vigila accuratamente in modo da distinguere chiaramente la mano di Dio in ogni cosa!

Conta il numero delle volte in cui quest’uomo, pieno di dignità, riesce a nominare le due parole: “Mio signore!”.

Possiamo imparare da lui il modo in cui rivolgerci al nostro Salvatore, ogni volta che ne abbiamo l’opportunità.

Pensiamo anche al termine “Rabbuni, che interpretato significa Mio Maestro!”.

Quando quel servitore chiese a Dio di poter fare un felice incontro, egli dichiarò che in quella maniera Egli avrebbe mostrato benignità verso il suo signore Abrahamo.

Allo stesso modo, quando chiediamo a Dio grandi cose, possiamo chiederle nel nome di Gesù ed essere certi che Egli mostrerà benignità verso di noi per amore del suo nome (cfr. Giovanni 15:16).

Questa vicenda antica racchiude una bellissima lezione per tutti coloro che chiamano Gesù Maestro e Signore.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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