Lo sguardo solare

 

“La luce è seminata per il giusto, e la gioia per i diritti di cuore” (Salmo 97:11)

 

Di Daniel Rowlands, il famoso predicatore Gallese, viene detto che per ascoltarlo la domenica mattina la gente viaggiava l’intera notte di sabato, e che quando predicava, il suo volto aveva “un’espressione solare”.

Come Mosè, egli non sapeva che la sua faccia risplendeva.

Non è in fondo proprio questo che il Signore intendeva quando esortava i Suoi discepoli ad ungere il loro capo e a lavare le loro facce affinché gli altri non venissero a sapere che stavano digiunando?

Non abbiamo il diritto di andare nel mondo apparendo cupi e scuri, come se la nostra fede avesse un effetto deprimente e scoraggiante su colui che la professa: “La luce è seminata per il giusto, e la gioia per i diritti di cuore”.

Naturalmente la vita umana riserva dei momenti tristi, e delle ore in cui dobbiamo sopportare le conseguenze dei nostri errori.

Ogni cuore ha le proprie amarezze, ogni casa ha il suo scheletro, ogni anno ha il suo autunno.

Quale famiglia non ha una sedia vuota, la memoria di una voce che non c’è più?

Ma questi umori tristi dovrebbero essere riservati soltanto a Dio.

Nelle quiete ore della meditazione e della preghiera, possiamo rivolgerci a Colui che vede nel segreto dei nostri peccati e dolori, Colui che scruta le ansietà che ci opprimono e i presagi che c’inquietano.

Ma una volta fatto rotolare il nostro peso su Dio, dobbiamo lasciarlo lì, e andare avanti, proprio come fece Anna: “Il suo sembiante non fu più quello di prima” (I Sam. 1:18).

Ma la verità dev’essere seminata!

Nessun contadino può sperare ragionevolmente in un buon raccolto se prima non ha preparato il terreno.

Coloro che rifiutano le offerte di pace, fondate sul sangue di Gesù Cristo e ratificate con la Sua risurrezione, non possono conoscere la fonte della gioia e della felicità che si riflette in un volto radioso che acquista un fascino del tutto particolare.

Soltanto quando veniamo giustificati per fede possiamo realizzare la pace che sopravanza ogni intelligenza.

Soltanto quando camminiamo nella luce, come Egli è nella luce, possiamo avere comunione l’uno con l’altro e la Sua luce inizierà a brillare sul nostro volto e a trasfigurare la nostra vita.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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