Liberi dal peccato

 

“Or coloro che son di Cristo hanno crocifissa la carne con gli affetti, e con le concupiscenze” (Galati 5:24)

 

“Nel giorno che ne mangerai tu certamente morrai”: così disse il Signore ad Adamo nell’Eden.

Ma la divina parola di avvertimento non venne ascoltata, e Adamo iniziò a camminare solo, dopo aver rifiutato la presenza di Dio, poiché la morte aveva iniziato ad operare.

Il peccato, una volta commesso, conduce alla morte: questa è l’inesorabile legge dell’universo che venne stabilita dal Creatore fin dal principio.

La stessa regola è tuttora in vigore, poiché al peccato, che intacca ogni aspetto della vita, ancora oggi fa seguito la morte.

Questa legge dovrebbe essere ricordata anche dal credente, che è chiamato a condurre una vita di ubbidienza.

Se, per mezzo dello Spirito di Dio, eliminiamo della nostra natura le tendenze peccaminose, allora potremo veramente vivere per il Signore, ma se siamo governati dall’egoismo e da desideri carnali, noi moriremo, dando corso ad un processo destinato a limitare e svigorire la nostra vita spirituale.

Una crisi profonda può portare ad una scelta importante, operata forse in qualche luogo appartato e tranquillo oppure in occasione di qualche grande riunione.

Ciò che è importante è la mortificazione quotidiana delle opere del corpo e il rafforzamento della vita spirituale per mezzo della Parola di Dio, con il soffro fresco della preghiera e tramite l’esercizio di un servizio ubbidiente.

Questi sono gli impegni quotidiani che devono essere rinnovati.

Quando la vita spirituale viene condotta nell’ubbidienza mossa dalla fede, essa cresce e porta frutto, concretizzandosi in un comportamento veramente santo.

Le grazie che hanno adornato la vita di Cristo adorneranno anche le nostre.

Al fine di condurci a questa piena salvezza, la grazia di Dio è apparsa per liberarci dai nostri peccati, per vivificarci appieno e adempiere i nostri desideri.

Con un simile bagaglio alle nostre spalle, con Cristo in noi e con una prospettiva simile davanti a noi, che tipo di persone dovremmo essere?

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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