LE COSE LECITE

Un servo di Dio disse: “La parte più numerosa di coloro che naufragano nell’oceano della fede è vinta non dall’immoralità, ma dalle cose lecite.”

Oggi quest’affermazione sembra una didascalia della situazione della cristianità.

Le “cose lecite” sono diventate un’altra volta le catene dei credenti; i loro polsi e le loro caviglie, parliamo in metafora, sono serrati.

Ai giorni di Noè ed ai giorni di Lot, Dio era stato bandito dalla vita degli uomini perché tutti erano troppo occupati per interessarsi di Lui; la situazione di quelle generazioni sembra descritta dalla parabola del convito: i primi a ricevere l’invito erano troppo occupati per accettarlo.

Ma l’acquisto del campo, l’esame dei buoi, la luna di miele erano problemi troppo importanti e troppo urgenti per essere trascurati o rinviati.

Le generazioni raggiunte dal diluvio e dalla pioggia di fuoco e zolfo erano assillate da problemi analoghi… non potevano pensare a Dio, interessarsi di Dio e neanche accorgersi dell’orizzonte che si stava oscurando sotto il peso dei nembi del giudizio divino.

Lo spettacolo di questi giorni non è molto diverso; le “cose lecite” sono tornate ad invadere il santuario ed hanno estromesso il Nome di Dio.

Il Regno dei Cieli non rappresenta più il centro della vita e lo scopo ultimo dell’azione, anzi sembra che non rappresenti più nulla.

I cristiani si chiamano ancora cristiani ed infatti appartengono ad una confessione cristiana, partecipano anche ad un culto che vuole essere cristiano e se li interrogate vi accorgete che conoscono formule cristiane ed hanno una cultura cristiana.

Il loro cristianesimo però è dimensionato ed adattato alle esigenze della “vita contingente”.

Non cercano il peccato, badate bene, non si tuffano nel torrente fangoso dell’immoralità; cercano soltanto di “vivere la loro vita” accettando od anzi ricercando tutte le cose lecite.

Il mondo non è avaro con loro perché in questa generazione di progresso non manca il fiore della prosperità e tutti e quasi tutti possono avere più denaro, più comodità, più piaceri.

Naturalmente si parla sempre di piaceri “leciti” e di comodità legittime.

Sembra che tutti conoscano bene i limiti della “legge” e tutti sappiano camminare rasenti, rasenti alle norme del cristianesimo senza oltrepassare il ciglio del sentiero.

Come accusarli e come condannarli quando tutto quel che compiono porta il crisma della legalità?

Ma intanto la presenza di Dio si allontana sempre più dalla chiesa ed il fuoco del risveglio brucia sempre meno nei cuori e nelle comunità.

Nessuno, può essere giudicato, ma tutti sono giudicati da Dio.

La chiesa è tiepida perché era calda; se non fosse stata mai riscaldata non sarebbe potuta diventare tiepida.

Deve rendere conto a Dio!

Al ritorno del Signore molti che si sono illusi saranno delusi ed il maggior numero di questi si troverà fra quelli che senza aver commesso grossolani peccati e rinnegato apertamente il Signore, saranno considerati come coloro che ai giorni di Lot o di Noè, senza far nulla che fosse “molto male”, furono travolti dall’ira di Dio.

A risentirci la prossima settimana.

 

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