IL SOGNO E LA PROMESSA

Conosco una storia straordinaria che ha come protagonista un uomo di nome Robertson McQuilken. Da giovane sognava di diventare rettore del Columbia Bible College cristiano, nella Carolina del Nord. Nutriva una profonda ammirazione per suo padre, che a suo tempo aveva ricoperto quell’incarico, e aspirava a prenderne il posto.
Un giorno, finalmente, Robertson McQuilken realizzò il suo sogno. Quando assunse l’incarico di rettore ebbe la conferma di essere stato chiamato da Dio a svolgere quel compito e si sentì incoraggiato.
Il dottor McQuilken ricoprì quella carica per diversi anni e lo fece in modo eccellente.
Un giorno, però, si trovò a dover affrontare un tragico evento: sua moglie cominciò a mostrare i sintomi del morbo di Alzheimer. La malattia avanzava velocemente e nel giro di pochi mesi le conseguenze furono drammatiche: non solo sua moglie non ricordava quasi più nulla di tutti gli anni che avevano trascorso insieme, ma non era neppure in grado di riconoscerlo. Non si rendeva più conto che era suo marito.
Allora Robertson McQuilken decise di dimettersi dalla carica di rettore del Columbia Bible College per potersi dedicare a tempo pieno a sua moglie. Abbandonò senza esitazione la sua occupazione come atto di amore per lei.
Alcuni, i più realisti, gli dissero che questa sua decisione non aveva senso. Chiunque avrebbe potuto prendersi cura della sua povera moglie, che tra l’altro non lo riconosceva nemmeno quando entrava in camera sua per aiutarla, mentre non tutti potevano ricoprire la carica di rettore del College cristiano.
Poi ci furono le critiche degli “zelanti”, che gli fecero notare che stava voltando le spalle a una chiamata di Dio: era sbagliato lasciare che la preoccupazione per la moglie interferisse con il suo servizio al Signore.
Quest’uomo rispose loro in maniera splendida. Rispondendo alle osservazioni realistiche dei primi ammise prontamente che era vero, sua moglie non sapeva più chi fosse lui. Ma non era questo il punto: “la cosa davvero importante era che lui invece sapeva ancora chi era lei”, e inoltre fece loro presente che in quella persona ormai dimentica di tutto, lui riconosceva sempre la donna meravigliosa che aveva sposato tanti anni prima.
Poi si rivolse ai critici “zelanti” con parole ancora più profonde: “C’è soltanto una cosa più importante di una chiamata, ed è una promessa. E io ho promesso di rimanere al suo fianco “finché morte non ci separi”.

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