IL POTERE DELLA LINGUA

“L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca” (Luca 6:45).

 

Una parola può incoraggiare o scoraggiare.

Abbattere o rialzare.

Edificare o distruggere.

Rallegrare o intristire.

Ferire o guarire.

Le parole nella chiesa, possono portare la pace o toglierla.

Una ferita verbale, a volte, fa molto più male di una fisica.

La nostra saggezza è espressa anche attraverso le parole.

Saper parlare è un gran dono.

Ci sono parole e frasi che non vanno dette, altre invece vanno proferite: le prime dividono, le seconde uniscono ancor più i cuori.

Liberiamoci dalle tensioni, non trasformiamole in rancori.

Se ti capita di esprimerti con parole profane ti imbatterai in una verità delle Scritture: “Ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio” (Giacomo 3:8-9).

Il linguaggio mondano non si addice ai figli di Dio.

Allora perché ci capita?

Prima di tutto, per la carenza di un vocabolario adeguato.

I concetti vengono rinforzati dall’imprecazione perché abbiano un impatto maggiore.

Secondo, facciamo ricorso alla profanità per scaricare le nostre frustrazioni.

In ogni caso significa seguire un modello irriverente per manifestare il nostro disappunto ed è necessario frenarci.

Gesù diceva: “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca”.

Ammettere che sta albergando la profanità nel tuo cuore ti aiuterà a respingere l’idea che ti è scappata una parolaccia dalla bocca.

Perché in realtà ti è scappata direttamente dal cuore.

Se sei incline a un vocabolario profano spendi più tempo con Dio e chiedi di purificarti il cuore e anche le labbra.

Le parole non sono altro che pensieri verbali.

Chiedi a Gesù di aiutarti a disciplinare la tua mente eliminando i pensieri profani e sostituendoli con parole che portano vita alla tua anima e a quella degli altri.

Una ferita verbale a volte fa molto più male di una fisica: “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta. Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria”! (Efesini 4:29-31).

A risentirci la prossima settimana.

 

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