IL PASSATO ROSEO, IL PRESENTE CUPO

Sempre più credenti affermano: “Ai miei tempi…Dio operava, Dio manifestava la Sua gloria, salvando, battezzando con lo Spirito Santo. Ai miei tempi”.

Ma è proprio così?

Credo che quando l’età avanza e nuovi giovani credenti si affacciano in chiesa, quando il gap generazionale diventa sempre più ampio è facile sentire questi discorsi.

Ma davvero Dio non opera più come un tempo?

Dubito!

Vedendo i nostri locali di culto con tanti giovani e meno giovani, sarei cauto nel fare una simile affermazione.

Anche perché nella Scrittura leggo: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi ed in eterno”.

Permettimi di illustrare la differenza tra concentrarsi su una verità del passato e cercare una fresca visitazione.

Se tu fossi un abile cacciatore di tigri in India, potresti dirmi molto riguardo alla tigre, esaminando soltanto le sue orme.

Probabilmente potresti dirmi le dimensioni, il sesso, l’età approssimativa della tigre e quanto tempo fa ha lasciato quelle tracce.

In effetti, potresti anche emozionarti molto per quelle orme a causa del significato che hanno per te.

Tuttavia c’è una grande differenza tra studiare le tracce di una tigre e guardare la tigre negli occhi.

Troppo spesso i cristiani s’innamorano così tanto del “dove Dio è stato”, da non riuscire a notare che Egli vuole visitarli ancora.

I Farisei dell’epoca di Gesù erano dentro il tempio a pregare che venisse il Messia, ma erano completamente ignari del fatto che Egli stesse passando lì fuori per il Suo ingresso trionfale a Gerusalemme!

Persero la loro visitazione perché erano cosi legati alle “orme profetiche del passato”, da rifiutare di riconoscere che il Messia era davanti ai loro occhi.

Non bisogna “adorare” il passato escludendo ogni una nuova visitazione al presente.

Lutero ebbe una stupenda rivelazione della grazia di Dio e condivise questa “impronta di Dio” con il mondo.

Quando la verità della “salvezza per fede” fu stabilita come una dottrina, gli uomini si sentirono in dovere di accamparsi o di costruire un reliquiario intorno a quella verità, come se essa fosse tutto quello che c’era e che mai ci sarebbe stato altro.

Trenta secondi di contemplazione della gloria di Gesù grazie ai cieli aperti, trasformarono l’assassino Saulo in un martire chiamato Paolo.

Egli aveva iniziato a seguire le orme dei Farisei, ma all’improvviso vide Lui!

Saulo seguiva fedelmente le vecchie impronte polverose della legge, che si erano trasformate in legalismo.

Quel vuoto legalismo, privo di rivelazione, indusse Saulo a perseguitare i cristiani, che stavano seguendo “nuove tracce” della rivelazione.

Saulo pensava di fare ciò che era giusto, finché vide Cristo risorto.

Allora disse: “Ho sbagliato tutto”.

Mi domando quanti altri Saulo/Paolo ci siano là fuori.

Una vera visitazione della presenza manifesta di Dio nella tua chiesa probabilmente scombussolerà la tua teologia, distruggerà i tuoi schemi e cambierà tutto ciò che fai!

Perché?

Perché per una volta sperimenterai la Sua gloria, invece di studiare semplicemente dove essa sia stata.

Sono in cerca della gloria di Dio e voglio vedere le cateratte del cielo aperte sopra di me.

Questo è il mio obiettivo.

A risentirci la prossima settimana.

 

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