IL PAGANESIMO DELLA PREOCCUPAZIONE

Un gruppo di scienziati e botanici stava esplorando una regione alpina alla ricerca di fiori rari.

Un giorno scorsero con il binocolo un esemplare di tale bellezza e rarità da costituire una scoperta d’incalcolabile valore.

Il fiore si trovava purtroppo in un burrone molto scosceso.

Lì vicino c’era un ragazzo che curiosava.

Gli scienziati gli proposero una ricompensa se si fosse calato nel burrone per cogliere il fiore.

Il ragazzo diede una lunga occhiata al precipizio poi annunciò: “Torno tra un attimo”.

Poco dopo si ripresentò, accompagnato da un uomo dai capelli grigi.

Avvicinandosi ai botanici disse: “Mi calerò nel burrone per raccogliere il fiore, solo se quest’uomo regge la fune.

È mio padre”.

Che Dio ci conceda la fede di quel ragazzo!

Hai imparato a fidarti del Signore fino a questo punto?

Se qualcun altro regge la fune, io non oso andare, ma poiché c’è Gesù a reggermi forte, non posso nutrire alcun dubbio.

Sei disposto a dire: “Se mio padre regge la fune non avrò paura?”

Questo meraviglioso Salvatore mi tiene per mano ed Egli è mio Padre!

Perché temere sapendo che mi è tanto vicino e che la Sua mano stringe la mia?

La paura svanisce quando confidiamo nel nostro Padre: “Non siate dunque in ansietà, dicendo: Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo?

Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose, il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose” (Matteo 6:31,32).

Gesù ci dice che la preoccupazione è lo stile di vita dei pagani che non hanno alcun Padre celeste.

Non conoscono Dio come un Padre amorevole, che si prende cura di loro.

“Non siate dunque in ansietà per il domani” (v. 34).

In queste parole molto semplici, Gesù ci comanda: “Non preoccuparti per quello che potrebbe accaderti.

Non puoi cambiare nulla e l’ansia non ti aiuta di certo.

Se ti preoccupi, fai come i pagani”.

Mi domando se gli angeli si stupiscono per le preoccupazioni e le ansie di quelli che affermano di credere in Dio.

Per loro deve essere un insulto al Signore, il fatto che ci preoccupiamo come se non avessimo un Padre amorevole in cielo.

Quali domande si porranno gli angeli: “Non hanno un Padre nei cieli?

Non credono che Li ami?

Non ha detto loro che conosce tutte le loro necessità?

Perché non credono che Colui che nutre gli uccelli e tutto il regno animale è in grado di nutrirli e vestirli?

Perché si preoccupano se sanno che possiede ogni potestà, ogni benessere e può supplire a tutti i bisogni della creazione?

Perché accusano il loro Padre celeste di abbandonarli, come se Lui non fosse fedele alla Sua parola”?

Tu hai un Padre celeste.

Fidati di lui!

“Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebrei 13:1-6)

 

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