“…e Tu mi distruggi!”

 

Giobbe 10:1-22

 

Molto spesso, proprio perché non digeriamo la nostra condizione di sofferenza, ci facciamo un’immagine distorta di Dio.

Lo vediamo, in certi momenti, come “un Dio crudele e vendicativo” o, come avvenne per Giobbe, “un Dio ingiusto”.

Questo uomo di Dio è inacerbito dall’atteggiamento moralista dei primi due “amici”, che volevano ricercare ad ogni costo la causa di queste ripetute tragedie.

Le repliche di Giobbe provano la meschinità di ogni uomo quando si prova a gareggiare con la santità di Dio o di mettere in discussione la Sua legittima sovranità.

Giobbe dimentica che Dio è comunque fedele, e arriva a pensare che Egli lo stia portando alla morte ingiustamente.

No, non siamo come utensili da gettare una volta utilizzati!

Non siamo come uno strumento che, quando sta per essere rifinito, viene cestinato per capriccio!

Dio è fedele e l’Opera Sua continua anche nel bel mezzo del crogiolo della prova, per ricrearci “…all’immagine di Dio nella giustizia e nella santità…” (Efesini 4:24).

Fratelli, non scoraggiamoci per le sofferenze.

Se Dio le ha permesse, rimangono comunque sotto il Suo controllo ed Egli le rapporta in ogni caso alle nostre forze (cfr. 1 Corinzi 10:13), e le rende utili in funzione della nostra piena maturità spirituale (cfr. 1 Pietro 1:7).

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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