DEBITO DA PAGARE

Un tale, con un urgente bisogno di quindicimila dollari, si reca in banca per chiedere al direttore un prestito pari a questa cifra.

Nel momento in cui gli viene chiesto quali garanzie può offrire, si scopre che egli non è in grado di segnalare nessuno che gli faccia da garante, e così, con pochissima cortesia, viene invitato a lasciare l’ufficio.

Scoraggiato dall’accaduto, l’uomo espone la su necessità ad un amico benestante, che lo porta nuovamente in città, proprio nella stessa banca da cui è stato allontanato.

Insieme, sono ricevuti dallo stesso funzionario, che questa volta assume atteggiamenti decisamente diversi.

Adesso, il direttore non può agire contrariamente a quanto gli viene chiesto.

L’uomo ricco, infatti, lo incarica di prelevare dal proprio conto la somma di quindicimila dollari e di versarla sul conto del suo amico; la transazione è eseguita senza alcuna obiezione.

Il beneficiario, a questo punto, sottoscrive una cambiale che viene controfirmata e convalidata dal suo generoso conoscente.

È la firma dell’amico ricco, ovvero del garante, che conferisce al documento il valore di quindicimila dollari.

Purtroppo, però, l’uomo è uno spendaccione: ben presto, consuma tutto il denaro che ha ricevuto e si scopre nuovamente in difficoltà.

Alla miseria, si aggiungono altri mali: egli viene a conoscenza della malattia di sua moglie, che si trova in una città molto distante dalla sua.

Non ha denaro per sostenere i costi del viaggio, pertanto, non può trovarsi con lei proprio nel momento del bisogno.

Il “pagherò” è scaduto e l’uomo riceve un avviso di pagamento.

Disperato, si mette alla ricerca di un lavoro e con il primo compenso corre subito in banca.

Il direttore respinge il suo misero contributo, pretendendo i quindicimila dollari elargiti, con l’aggiunta degli interessi.

Le argomentazioni che l’uomo espone a sua difesa, assicurando che sta facendo del suo meglio per saldare il debito, lasciano il funzionario del tutto impassibile.

Sua moglie è sul punto di morire, così, alla fine, in preda alla più profonda disperazione, decide di recarsi nuovamente dal suo amico e di raccontargli tutto.

Ancora una volta, tornano assieme nella stessa banca e il suo amico paga personalmente la somma di denaro dovuta, ricevendo dall’impiegato la lettere di estensione del debito.

Non soltanto: in qualità di garante, estinto il debito, vuole fare di più.

Dona così, a quell’uomo, il denaro sufficiente per acquistare un biglietto aereo e raggiungere sua moglie.

Perché quell’amico non ha fatto prima tutto questo?

Perché ha lasciato che l’uomo passasse attraverso un’esperienza così angosciosa?

La risposta è semplice: quell’uomo stava cercando di pagare il suo debito con le proprie forze e non aveva più confessato la sua necessità.

Il suo garante non ha potuto fare nulla in suo favore, finché egli non si è deciso a recarsi di nuovo da lui, riconoscendo il suo bisogno d’aiuto.

Allora e soltanto allora si è creata la condizione perché intervenisse in suo favore.

Certamente, quando proviamo a compiere con i nostri sforzi, quel che soltanto il Signore può fare, stiamo impedendo a Cristo di svolgere il Suo ufficio di garante del nuovo patto nella nostra vita.

La maggior parte di coloro che conoscono chiaramente, dal punto di vista intellettuale, le differenze fra la legge e la grazia, non sperimentiamo altrettanta nitidezza nella pratica.

Il segreto di una vita cristiana vittoriosa, è quello di spostarci dall’ombra terrificante della legge, per immergerci completamente nel regno della grazia”.

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