“…credette alla parola che Gesù gli aveva detta…”

 

Giovanni 4:43-54

 

Il Signor Gesù al Suo ritorno in Galilea, era stato preceduto dalla Sua fama.

La gente del luogo credette in Lui soltanto per le Sue opere.

La figura dell’ufficiale reale di Capernaum illustra lo sviluppo progressivo della fede.

Egli in un primo momento considerò Gesù un taumaturgo, e venne a Lui nella convinzione che Gesù potesse guarire suo figlio che “stava per morire”.

L’ufficiale reale chiese a Gesù di scendere con Lui a Capernaum per guarire il figlio, ma il Signore gli rispose con un’espressione che suonò quasi come un rimprovero: “…Se non vedete segni e miracoli voi non crederete” (v. 48).

Così dicendo il Maestro voleva incoraggiar quel povero padre a sviluppare una fede diversa, una fede che lo spronasse ad affidarsi completamente a Lui.

Le parole di Gesù raggiunsero lo scopo, tanto che l’ufficiale reale con fiducia Gli chiese: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia” (v. 9).

Ma il Signore provò ulteriormente la sua fede dicendogli: “…Vai, il tuo figlio vive” (v. 50).

Non dovette essere facile per quell’uomo credere che il suo figliuolo era stato guarito da Gesù in maniera istantanea.

Ma, grazie a Dio, la sua fede lo porto a confidare completamente nelle parole di Gesù e a credere che Gesù era potente da guarire anche a distanza.

Ma la fede dell’ufficiale raggiunse il culmine quando i suoi servitori gli si fecero incontro e l’informarono dell’avvenuta guarigione del figlio.

Egli li interrogò chiedendo l’ora in cui il ragazzo era stato sanato, ed avendo constatato che la guarigione era avvenuta nello stesso momento in cui Gesù aveva detto: “Vai, il tuo figliolo vive”, si affidò interamente a Cristo.

Iddio premiò la fede non solo guarendo il suo figliolo, ma donandogli la gioia di vedere che per fede tutta la sua famiglia venne al Salvatore, ottenendo salvezza e vita eterna.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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