Conforto autentico

 

 

“… procacciate la perfezione, siate consolati,… ” (2 CORINZI 13.11)

 

Siate consolati.

È utile scoprire il significato della radice della parola “consolati”, o “confortati”, molto diverso dal significato che viene generalmente associato ad essa.

La parola sembra suggerire un posto a sedere molto piacevole, accanto al fuoco, in qualche notte d’inverno, quando il vento sibila forte e la pioggia insistente batte contro i vetri delle finestre.

All’interno della casa c’è luce e calore, il tutto magari accompagnato dal piacere di qualche libro avvincente.

La parola stessa, tuttavia, trova il suo vero significato al di fuori di quella casa, nell’oscurità e nella tempesta, dove si trova una povera donna con un pesante cesto sul braccio e una lunga strada da percorrere davanti a lei.

Non è certa del sentiero che la condurrà a casa, in mezzo a quelle colline, e molti timori le si agitano dentro, senza contare la solitudine e la stanchezza che appesantiscono il suo cuore.

Ma ora le si avvicina qualcuno che le parla con grande gentilezza, al punto che non può fare a meno di fidarsi.

“Sembri molto stanca”, egli dice, “posso aiutarti?

Lasciami portare il tuo peso.

Sto andando nella tua stessa direzione, e sarei felice di mostrarti la strada.

Mentre quello parla, il cuore della donna si illumina, la strada diventa più facile da percorrere e la solitudine e la paura sono completamente scomparse.

Questo è il vero conforto.

L’etimologia di questo termine è piuttosto agevole, indica una “forza” condivisa, un’energia messa in comune, qualcosa che è sperimentata in compagnia di altri.

Il termine significa pertanto: essere fortificati dalla compagnia di qualcuno.

Questo è il significato più autentico.

Nel momento in cui iniziamo a condurre una vita di consacrazione, il Maestro misericordioso percorre assieme a noi quella medesima strada.

Con amore, Egli inizia a conquistare la nostra fiducia, quindi porta i nostri pesi e ci guida lungo la via, portandoci esattamente là dove desidera che stabiliamo la nostra dimora.

Procacciate la perfezione, scoprirete il conforto della vicinanza di Gesù.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

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