CIECA EPPUR VEDENTE

Fanny Crosby ha scritto più di seimila gospel.

Sebbene fosse cieca dall’età di sei anni per via di una malattia, non si lasciò mai vincere dall’amarezza.

Una volta un predicatore le disse in tono molto comprensivo: “Penso che sia un gran peccato che il Signore non ti abbia donato la vista, dato che ti ha ricolmato di così tante doti”.

Senza esitare lei rispose: “Sai, se avessi potuto fare una richiesta quando sono nata, avrei chiesto di nascere cieca”!

“Perché mai”?, chiese il ministro, sorpreso.

“Perché quando andrò in paradiso, il primo volto che i miei occhi potranno contemplare con gioia sarà quello del mio Salvatore”!

Uno degli inni della signorina Crosby era così personale che per anni non lo fece vedere a nessuno.

Lo scrittore Kenneth Osbeck, autore di molti libri di innologia, racconta in che circostanza lo recitò in pubblico: “Un giorno, durante una conferenza biblica a Northfield, nel Massachusetts, D.L. Moody chiese alla signorina Crosby di testimoniare attraverso un’esperienza personale.

Dapprima lei esitò, poi si alzò lentamente e disse: “C’è un inno che ho scritto, ma che non ho mai fatto pubblicare. Lo chiamo il poema della mia anima. A volte, quando sono afflitta, me lo ripeto da sola poiché mi dà consolazione”.

Poi cominciò a recitarlo e molti si misero a piangere: “La corda d’argento un giorno si spezzerà, e cantar più non potrò; ma con gioia mi sveglierò nel palazzo del mio Re!

E io vedrò faccia a faccia, e narrerò la mia storia – sono stata salvata dalla Sua grazia”.

All’età di novantacinque anni Fanny Crosby entrò nella gloria e vide il volto di Gesù.

Questa è la speranza e la certezza di ogni figlio di Dio!

“E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio.

Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d’un altro; il cuore, dal desiderio, mi si consuma” (Giobbe 19:26,27).

“Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo.

Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché LO VEDREMO com’egli è” (I Giovanni 3:2).

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