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Che ne sarà della mia famiglia?

“Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia” Atti 16:31

 

Questa Buona Notizia per un uomo con una spada puntata alla gola è la Buona Notizia giunta al momento opportuno.

Farebbe al caso mio se fossi in punto di morte, ed è tutto ciò di cui ho bisogno mentre sono in vita.

Distolgo lo sguardo dal mio io, dal peccato, da ogni idea di merito personale, e confido nel Signore Gesù quale Salvatore.

Credo in Lui, riposo in Lui e Lo accetto come mio tutto.

Signore, sono salvato, e sarò salvato per l’eternità, perché credo in Gesù.

Sia benedetto il Tuo nome per questo.

Possa dimostrare ogni giorno con la mia vita che sono salvato dall’egoismo, dalla mondanità e da ogni forma di male.

Ma quelle ultime parole sulla mia “casa”: Signore, non voglio accontentarmi di una mezza promessa quando me ne offri una intera.

Ti prego, salva tutta la mia famiglia.

Salva i più vicini ed i più cari.

Converti i figli ed i nipoti.

Sii misericordioso verso tutti quelli che abitano sotto il mio tetto o lavorano con me.

Tu mi rivolgi personalmente questa promessa se credo nel Signore Gesù.

Ti prego di fare come hai detto.

Ricorderò ogni giorno nelle mie preghiere i nomi dei miei fratelli e sorelle, genitori, figli, amici, parenti, collaboratori e non smetterò di farlo finché questa parola non sia adempiuta: “…e la casa tua”.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Agire in base ad un’onesta confessione

 

 

“Ed egli canterà tra la gente e dirà: “Avevo peccato, pervertito la giustizia, e non sono stato punito come meritavo. Dio ha riscattato l’anima mia dalla fossa, e la mia vita si schiude alla luce!”" Giobbe 33:27,28

 

Questa è una parola di verità raccolta dall’esperienza di un uomo di Dio, ed è equivalente ad una promessa.

Ciò che il Signore ha fatto e sta facendo, continuerà a farlo finché dura il mondo.

Il Signore riceverà tutti quelli che vengono a Lui confessando sinceramente il loro peccato; Egli è sempre all’erta per individuare chiunque sia in difficoltà a causa dei propri errori.

Possiamo non sottoscrivere il linguaggio qui usato?

Non abbiamo forse peccato personalmente così da dover dire: Ho trascurato la volontà di Dio?

Peccato volontariamente, pervertendo ciò che è giusto?

Peccato al punto da scoprire che nella trasgressione non c’è alcun vantaggio ma soltanto una perdita eterna?

Andiamo, allora, a Dio con questa ammissione.

Egli non chiede di più.

Non possiamo fare di meno.

Afferriamo la Sua promessa nel nome di Gesù Egli ci libererà dalla porta dell’inferno che si spalanca per noi; Egli ci accorderà vita e luce.

Perché mai dovremmo disperare?

Perché dovemmo dubitare?

Il Signore non si prende gioco di anime umili.

Egli intende davvero quel che dice.

Il colpevole può essere perdonato.

Chi merita il giudizio può ricevere gratuitamente il perdono.

Signore, confessiamo la nostra colpa e Ti preghiamo di perdonarci!

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Sensibilità spirituale

 

“… e vi darò un cuore di carne” Ezechiele 36:26

 

Un cuore di carne evidentemente ha una certa sensibilità verso il peccato.

Indulgere in un pensiero impuro, o permettere ad un desiderio sbagliato di radicarsi, anche soltanto per un momento, è sufficiente per rattristare un cuore di carne davanti a Dio.

Il cuore di pietra minimizza anche una grande iniquità, ma non è così per il cuore di carne.

Il cuore di carne è sensibile alla volontà di Dio.

Il mio “voglio” è un grande arrogante, ed è difficile sottometterlo alla volontà di Dio; ma quando c’è un cuore di carne, la volontà trema come una foglia ad ogni alito del cielo, e si piega come un salice ad ogni soffio dello spirito di Dio.

La volontà naturale è fredda, è ferro duro che non si può modellare, ma la volontà rinnovata, come un metallo fuso, si fa plasmare dalla mano di grazia.

Nel cuore di carne c’è la tenerezza degli affetti.

Il cuore duro non ama il Redentore, ma quello rinnovato arde d’amore per Lui.

Il cuore duro è egoista e chiede con freddezza: “Perché dovrei piangere per il peccato? Perché dovrei amare il Signore?”; ma il cuore di carne dice: “Signore, sai che Ti amo, aiutami ad amarTi di più!”.

Sono molti i privilegi di un cuore rinnovato: là dove lo spirito dimora, Gesù vi rimane.

E’ adatto a ricevere ogni benedizione spirituale, è pronto a portare onore e lode a Dio, e quindi il Signore si compiace in esso.

Un cuore tenero è la migliore difesa contro il peccato, e la migliore preparazione per il cielo.

Un cuore rinnovato sta sulla torre di vedetta attendendo il ritorno del Signore Gesù.

Possiedi tu questo cuore di carne?

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Tempo di risveglio

 

“… è tempo di cercare il SIGNORE…” Osea 10:12

 

Il nome del mese di aprile deriva dal verbo latino “aperto” che significa “aprire”, poiché in questo periodo i fiori e le gemme sbocciano, e siamo alle porte dell’epoca della fioritura.

Lettore, se non sei ancora salvato, possa il tuo cuore, in armonia con il risveglio universale della natura aprirsi per ricevere il Signore.

Ogni gemma ti avverte che è tempo di cercare l’Eterno”.

Non essere in dissonanza con la natura, ma lascia che il tuo cuore sbocci e fiorisca di santi desideri.

Il sangue caldo della gioventù scorre nelle tue vene?

Allora, ti supplico di donare il tuo vigore al Signore.

E’ stato un dono indicibile essere chiamato nella mia gioventù, e di questo posso lodare il Signore ogni giorno.

La salvezza non ha prezzo: che essa venga quando vuole, ma la salvezza in gioventù ha un doppio valore.

Ragazzi e ragazze, poiché potreste perire prima di raggiungere il pieno della giovinezza, “è tempo di cercare l’Eterno”.

Voi che avvertite i primi segni di decadimento, accelerate il passo: quella tosse leggera, quel rossore sospetto possono essere avvertimenti che non dovete prendere sotto gamba; per voi “è tempo di cercare l’Eterno”.

Hai osservato quel piccolo segno grigio fra le tue trecce un tempo splendide?

Gli anni volano e la morte si avvicina sempre di più a grandi passi; ad ogni ritorno della primavera metti in ordine la tua casa.

Caro lettore, se sei avanti con gli anni, ti supplico e t’imploro di non tardare ulteriormente.

Oggi per te è un giorno di grazia, sii riconoscente per questo, ma è un tempo limitato che si riduce ad ogni scatto dell’orologio.

Ora, in questa camera silenziosa, nella prima notte di un nuovo mese, ti parlo dal profondo dell’anima, come un servo di Dio, pongo dinanzi a te questo ammonimento: “È tempo di cercare l’Eterno”.

Non disprezzare questa parola, potrebbe rappresentare l’ultimo richiamo per essere salvato dalla distruzione, l’appello finale pronunciato dalle labbra della grazia.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Vasi purificati

 

“Scrutami, o Eterno, e sperimentami” (Salmo 26:2)

Nella vita del credente c’è un tempo per esaminare sé stessi e per quanto l’introspezione possa diventare, a volte, un esercizio pericoloso, dobbiamo di tanto in tanto esaminare le nostre vie alla presenza del Signore.

Veniamo esortati a farlo, in modo particolare, prima di accostaci alla Cena del Signore, affinché non mangiano e beviamo in modo indegno.

L’autoanalisi insegnata nella Scrittura consiste, in realtà, nella sottomissione all’esame del Signore.

Il confronto viene condotto alla Sua presenza e alla luce della Sua Parola.

Ogni aspetto del nostro comportamento dev’essere provato; dobbiamo raccontare noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio.

La nostra vita interiore deve essere esaminata, poiché Dio guarda al cuore e desidera trovare la verità nelle parti più nascoste di noi stessi.

Un comportamento scrupoloso e attento a scandagliare i recessi più intimi del proprio animo è stato uno dei segreti per una vita pura condotta da molti santi di Dio.

Nessuna scusa per il peccato trova accoglienza alla presenza di Dio e, per quanto Egli possa valutare ogni circostanza attenuante, noi dobbiamo evitare di giustificare le nostre colpe.

È tempo di permettere alla verità divina di avere la piena libertà d’azione sull’intero essere nostro.

Un simile esame dei nostro cuore dovrebbe suscitare un santo pentimento e il conseguente abbandono di ogni peccato consapevole.

Questo non significa unicamente evitare il male che risulti evidente agli occhi altrui, ma rifiutare anche di cedere a peccati interiori come la gelosia, l’orgoglio e l’amarezza.

Quelli apparentemente più inoffensivi devono essere odiati quanto quelli più grossolani.

Se ci comportiamo così con noi stessi, Dio ci aiuterà.

Avviciniamoci dunque a Lui con un cuore puro, e camminiamo nella luce come Egli è nella luce.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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