Archivi per la categoria ‘Manna dal cielo’

Servire Gesù

 

“Egli, avvicinatosi, la prese per la mano e la fece alzare; la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli”. Marco 1:31

 

Questo è esattamente ciò che Gesù fa alle persone che sono malate nel corpo, a coloro che sono malati nell’anima e a quelli che sono abbattuti e non sono in grado di alzarsi.

Egli non sa ne sta lontano quando vuole aiutare le persone e chiamarle a Lui, ma va a loro con il cuore caldo e la mano pronta di un fratello.

Questa è la maniera in cui dovremmo imparare ad aiutarci l’un l’altro, stendendo una mano forte che solleva coloro che sono giù.

Molti cadono e muoiono ma avrebbero potuto essere salvati se qualcuno fosse giunto nel nome di Cristo e li avesse aiutati ad alzarsi.

Non dovrebbe essere trascurato l’esempio di questa donna.

Cristo le aveva fatto dono della vita, e che cosa avrebbe doluto fare ora se non consacrarla al servizio di Colui che gliel’aveva resa?

E questo fece, non soltanto con parole di ringraziamento, o con tenere espressioni di lode, ma in un servizio attivo.

Si alzò e si mise a servire il suo Guaritore e i Suoi amici.

Il suo servizio fu del tipo più pratico ed efficace.

Non cercò l’opportunità per rendere a Gesù un grande servizio; mise mano semplicemente al primo servizio che si presentò e si dispose ad offrire ai suoi ospiti le comuni attenzioni di una casalinga.

Ogni persona malata che viene ristabilita, dovrebbe affrettarsi a consacrare al servizio di Dio la vita che le è stata ridata.

Sicuramente è stata risparmiata per un motivo, e saremmo sleali verso il Signore se non la dedicassimo in questo modo.

Molti cercano opportunità particolari per servire Cristo, immaginando qualche servizio bello e gratificante.

Nel frattempo lasciano sfuggire dalle loro mani le cose autentiche in cui Gesù vorrebbe che essi Lo servissero.

Il vero servizio a Cristo consiste nel compiere prima di tutto e nel modo migliore i propri doveri quotidiani.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Nessun timore della morte

 

“Chi ha orecchi ascolti ciò che che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà colpito dalla morte seconda” Apocalisse 2:11

 

Subiremo tutti la prima morte a meno che il Signore venga improvvisamente.

Dobbiamo essere sempre pronti, aspettando senza paura, poiché Gesù ha trasformato la morte da una lugubre caverna ad un passaggio che conduce alla gloria.

Non bisogna aver paura della prima, ma della seconda morte; non della separazione dell’anima dal corpo, ma della separazione finale dell’uomo da Dio.

Questa è la vera morte.

Questa morte uccide ogni pace, felicità e speranza.

Quando si perde Dio, si è perso tutto.

Questa morte è molto peggio che cessare di esistere.

E’ un’esistenza priva di quella vita che le assicura valore.

Se per grazia di Dio combatteremo fino alla fine conseguendo la vittoria, la morte seconda non potrà porre il suo gelido dito su di noi.

Non avremo alcun timore della morte e dell’inferno, poiché riceveremo una corona della vita che non si deteriora.

Come riesce ad infonderci nuovo vigore tutto questo!

La vita eterna merita ogni sacrificio in battaglia.

L’obiettivo di sfuggire alla distruzione della morte seconda giustifica il combattimento di un’intera vita.

Signore, donaci fede così che possiamo vincere, e poi facci grazia di rimanere indenni anche se il peccato e satana ci sono alle calcagna!

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Il sacrificio è stato accettato

 

“Se il SIGNORE avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l’olocausto e l’oblazione; non ci avrebbe fatto vedere tutte queste cose” (Giudici 13:23)

 

Questa è una promessa dedotta per logica.

È una conclusione ricavata giustamente da fatti accertati.

Non era possibile che il Signore volesse distruggere Manoah e sua moglie dopo aver rivelato loro che avrebbero avuto un figlio.

La moglie ragionò correttamente, e faremmo bene a seguire il suo ragionamento.

Il Padre ha accettato il sacrificio al Calvario e si è dichiarato soddisfatto; come può ora desiderare di ucciderci?

Perché un Sostituto se il peccatore deve ancora perire?

Il sacrificio espiatorio di Cristo pone fine ad ogni paura.

Il Signore ci ha mostrato la nostra elezione, la nostra adozione, l’unione con Cristo, il nostro matrimonio col Suo Diletto: come si può pensare che ora voglia distruggerci?

Le promesse sono cariche di benedizioni, e per goderle dobbiamo essere preservati in vista della vita eterna.

Non è possibile per il Signore cacciarci via e al tempo stesso adempiere il Suo patto.

Il passato ci assicura, e il futuro ci rassicura.

Non moriremo, ma godremo della vita, poiché abbiamo riguardato a Gesù, e in Lui abbiamo visto il Padre in virtù dell’illuminazione dello Spirito Santo.

Proprio a motivo di questa visione vivificante, sperimenteremo una vita che non avrà fine.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Il battesimo di Gesù

 

“Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato da Giovanni” Marco 1:9

 

Il battesimo di Cristo, tra le altre cose, rappresentò la consacrazione del Suo ministerio pubblico.

Per trent’anni aveva dimorato nella Sua tranquilla casa di Nazareth, dove non aveva operato alcun miracolo né manifestato alcuna gloria divina.

Ma era stato mandato in questo mondo in vista di un preciso incarico, ed ora era giunto per Lui il momento di entrare nel vivo della Sua missione.

Così, ubbidendo al comando celeste, lasciò la sua casa e giunse al Giordano per essere battezzato.

Era conscio dell’importanza della Sua opera.

Dalle rive del Giordano ne poteva già scorgere l’epilogo.

L’ombra della croce si stagliò sulle rive verdi e sul fiume che scorreva lentamente, coprendo l’anima gentile e santa di Gesù che inaugurava così la Sua opera redentrice.

Egli sapeva cosa significasse il battesimo, a che cosa Lo stava introducendo, quale sarebbe stata la fine.

Pur conoscendo ogni cosa, venne volontariamente per essere battezzato,accettando così la Sua missione di salvezza.

Fu un’ora solenne per Gesù quando stette di fronte a Giovanni per essere battezzato.

Fu un letterale presentarsi all’altare, non soltanto per il servizio, ma per la morte.

E’ sempre un’ora solenne quando qualcuno sta di fronte a Dio e agli uomini per fare una confessione pubblica di Cristo e per mettersi al Suo servizio.

Questa è la consacrazione di un’anima al servizio sia durante la vita che di fronte alla morte.

Sul sigillo di un’antica società missionaria un bue sta fra un altare ed un aratro, e sotto c’è il motto: “Pronto per entrambi”; pronto per il servizio o per il sacrificio.

Questo dovrebbe essere il sottotitolo di ogni confessione di fede.

Dovrebbe essere una solenne consacrazione a Cristo: un totale arrendimento a Lui nell’ubbidienza e nel sacrificio; una consacrazione dell’intera vita a Cristo e al Suo servizio.

Di una simile consacrazione hanno dato prova tutti coloro che hanno realmente e pubblicamente dato sé stessi a Cristo.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Una vera ricchezza nel cielo

 

“Sapendo che avete una sostanza nei cieli, che è migliore e permanente” Ebrei 10:34

 

E’ proprio così.

La nostra sostanza quaggiù è poco “sostanziale”; un’esperienza priva di sostanza.

Ma Dio ci ha promesso una vera ricchezza nel cielo, e quella promessa giunge ai nostri cuori con tale certezza che dentro di noi sappiamo di avere lì una sostanza durevole.

Sì, “l’abbiamo” fin d’ora.

Un proverbio afferma: “Meglio un uovo oggi che una gallina domani”, ma noi abbiamo sia l’uovo che la gallina.

Il cielo è già nostro adesso.

Ne abbiamo il titolo di proprietà, la caparra e le primizie.

Sappiamo di averlo non soltanto per sentito dire, poiché percepiamo “in noi stessi” quella medesima testimonianza.

Il pensiero di tale sostanza migliore “dall’altro lato del Giordano” non dovrebbe compensare le nostre perdite attuali?

Possiamo perdere tutto il nostro denaro, ma il tesoro è al sicuro.

Abbiamo perso l’ombra, ma la sostanza rimane, poiché il nostro Salvatore vive e il luogo che ha preparato per noi dura per sempre.

C’è una patria migliore, una sostanza migliore, una promessa migliore; e tutto questo ci viene da un patto migliore.

Quindi, facciamoci animo, e diciamo al Signore: “Ogni giorno ti benedirò e loderò il tuo nome in sempiterno”.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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