CAINO

 

“Caino fece un’offerta di frutti della terra al Signore, e Abele offrì anch’egli dei primogeniti del suo gregge… E il Signore guardò con favore Abele e la sua offerta, ma non guardò con favore Caino e la sua offerta” (Genesi 4:3-5).

 

Prima di diventare assassino di suo fratello Abele, Caino aveva apertamente peccato contro Dio: disprezzando la Sua parola, gli aveva voluto imporre una religione secondo i suoi propri pensieri.

Dio aveva maledetto il suolo a causa del peccato di Adamo, e Caino viene ad offrirgli i prodotti di quel suolo maledetto!

La religione di Caino si è perpetuata fino ad oggi, dove essa spiega tutti i suoi effetti perniciosi.

Questa religione non vuole ammettere che la maledizione di Dio a causa del peccato pesa sul mondo.

Essa insegna l’illusione che un peccatore può mettersi in regola con Lui, grazie alle sue proprie risorse, e che il frutto del suo lavoro e dei suoi sforzi religiosi devono necessariamente comportare il favore divino.

Essa impone delle opere da compiere, scartando in realtà dalla coscienza il pensiero di un giudizio inevitabile.

L’apostolo Giuda, parlando degli apostati del cristianesimo e di come essi si moltiplicano ai nostri giorni, scrive: «Si sono incamminati per la via di Caino» (vers. 11).

In contrasto con Caino incredulo, Abele offre, «per fede» (Ebrei 11:4), un sacrificio che dimostra che egli aveva coscienza di essere un peccatore, e che una vittima innocente – una vita data per la sua – deve intervenire: questa vittima prefigurava il Salvatore predetto da Dio (Genesi 3: 15), che sarà Gesù Cristo.

Abele gradito da Dio diventa l’oggetto dell’odio di suo fratello, immagine dell’odio che, in ogni tempo, il mondo dichiara ai credenti.

Questo odio contro “ciò che è nato da Dio” è anche una caratteristica degli “ultimi tempi”.

Ebrei 11:4,24: “Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora…a Gesù, il mediatore del nuovo patto e al sangue dell’aspersione che parla meglio del sangue d’Abele”.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

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