CADERE E RIALZARSI

Tra le mille modalità per venire alla luce che Dio ha stabilito nel regno animale, quella della giraffa è, secondo me, la più stupefacente. Se una volta vi capitasse di assistervi, ve la ricordereste per sempre come è successo a me.
Insieme ad un fratello ho assistito alla nascita di una giraffa. Mi sedetti su una balla di fieno vicino al veterinario: una persona di poche parole, che sapeva quel che diceva quando parlava, e al vedermi mi fece appena un cenno col capo, continuando a masticare un filo di erba preso dalla balla di fieno su cui eravamo seduti.
Mi accorsi che le corna e la testa del cucciolo erano già fuori e gocciolava liquido amniotico. Notai anche che la madre stava in piedi. “Quando comincerà a sdraiarsi?”, chiesi al veterinario?
“Non lo farà proprio”, rispose.
Incalzai: “Ma il bacino è a circa tre metri da terra. Se resta in piedi, il piccolo potrebbe farsi male cadendo da quell’altezza”.
Il veterinario mi guardò come se avessi detto una grossa sciocchezza. Mi chiedevo perché nessuno avesse portato un telo da pompieri in modo da ammortizzare la caduta del piccolo, e lo dissi ad alta voce. Il veterinario mi rispose: “Ascolta, se vuoi puoi anche provare a prendere il cucciolo al volo, ma ricordati che sua madre ha abbastanza forza nelle gambe posteriori da staccarti la testa con un calcio e credo proprio che lo farà se provi ad avvicinarti a suo figlio. Ci sono giraffe che hanno ucciso addirittura dei leoni che provavano a catturare i loro cuccioli”.
Per un po’ restai seduto in silenzio a guardare il piccolo che veniva fuori; il collo e le zampe anteriori erano distese e penzolavano a circa tre metri dal terreno su cui presto sarebbe caduto. Mi sembrava impossibile che un neonato dovesse subire un simile trauma in pochi minuti: un salto al suolo di tre metri! Il momento tanto atteso non ci deluse: il cucciolo, si lanciò in avanti atterrando sulla schiena dopo un volo di tre metri. In pochi secondi si rigirò con le gambe ripiegate sotto il corpo, scrollandosi di dosso i resti del liquido amniotico, e guardò il mondo intorno a sé per la prima volta.
Mamma giraffa abbassò il collo per dargli una rapida occhiata, poi si mise in piedi sopra il cucciolo, attese un momento e fece la cosa più irragionevole: alzò una zampa e diede un calcio al piccolo mandandolo a gambe levate. Rivolgendomi al veterinario esclamai: “Ma perché lo fa?”.
Rispose: “Vuole che si alzi, e se non lo fa alla svelta lei lo rifarà”.
Aveva ragione, il brusco gesto venne ripetuto più volte. Quella lotta per riuscire ad alzarsi in piedi era molto importante e non appena il piccolo si stancava di provare, la madre lo invitava a sforzarsi di nuovo con un calcio. Finalmente, tra gli applausi degli addetti alle stalle, il piccolo si alzò per la prima volta. Barcollava, ma era in piedi. Poi restammo senza parole quando la madre gli diede un calcio e lo fece cadere di nuovo. Eravamo tutti attoniti, tranne il veterinario, che spiegò: “Vuole che si ricordi bene come si fa ad alzarsi. Per questo lo ha fatto cadere. Nella savana è necessario sapersi alzare e seguire il branco prima possibile. Anche sua madre non può vivere senza il branco: leoni, iene, leopardi e sciacalli sono in agguato per aggredire i piccoli di giraffa, e se ne impadronirebbero in un attimo se la madre non insegnasse al suo piccolo ad alzarsi velocemente e a correre”.
Ho ripensato molte volte alla nascita di quella giraffa e mi è sembrato che somigliasse alla mia vita. Molte volte ho pensato di essermi rialzato dopo una prova solo per essere abbattuto da quella successiva. Era Dio che mi aiutava a ricordare come si fa a rialzarsi, spingendomi a camminare sempre con Lui, sotto la Sua protezione (Giacomo 1:2,3).

Video di presentazione
Prossimi eventi
  • Nessun evento programmato
Chiamata al cordoglio
immagine
Ultimo aggiornamento
Parole di vita
Radio Evangelo
Chiudendo questo avviso o continuando comunque la navigazione in questo sito internet, consenti che vengano eventualmente utilizzati cookies tecnici, analitici o di profilazione anche di terze parti. Per notizie più approfondite, consulta le informazioni contenute nel box Privacy e Cookies in basso a destra in questa pagina. Leggi subito | Chiudi