BUONA FINE E BUON INIZIO ANNO

 

Il primo Gennaio di ogni anno, vengono raccolti quintali e quintali di immondizia.

I cassettoni sono pieni: il 31 Dicembre, quante cose sono state buttate.

L’anno sta per finire e anche il credente dovrebbe buttare via tante cose dalla sua vita.

Buttiamo via i mormorii.

Cosa c’è di peggio in una Chiesa che dei credenti che mormorano?

Si lamentano di tutto e di tutti, non gli va bene assolutamente niente.

Loro stessi non fanno nulla ma giudicano severamente l’operato di chi s’impegna per l’opera di Dio.

La Scrittura ci fa un identikit dei mormoratori: “Sono dei mormoratori, degli scontenti; camminano secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce cose incredibilmente gonfie, e circondano d’ammirazione le persone per interesse” (Giuda 1:16).

Dio c’invita a buttare via dal nostro cuore i mormorii: “Non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore” (1Corinzi 10:10).

Ogni credente desideroso di fare la volontà di Dio, deve fare ogni cosa senza mormorii: “Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute” (Filippesi 2:14).

Buttiamo via gli aspetti negativi del nostro carattere.

Il nostro temperamento deve essere controllato dallo Spirito Santo.

Nel momento in cui ciò non avviene, ecco manifestarsi i frutti della carne.

Un temperamento controllato dallo Spirito Santo, produrrà invece il frutto dello Spirito: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito” (Galati 5:22-25).

Non giustifichiamoci dietro la frase: “Questo è il mio carattere”, perché dicendo questo, affermiamo che Dio non può fare più nulla per noi.

Dio ci ama così come siamo ma ci ama così tanto da non lasciarci come siamo.

Buttiamo via la nostra ansia.

Quanta apprensione si nasconde talvolta nella nostra vita, che facilmente si trasforma in ansia.

Domandiamoci: “Siamo o no figli di Dio? Dio è nostro Padre?”

Se rispondiamo di si a queste domande, non dobbiamo temere di nulla: «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita…Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:25-34).

Notiamo in questi versetti l’invito del Signore: “Non siate in ansia”.

Gettiamo via da noi ogni sollecitudine ansiosa, perché Dio si prende cura di noi.

Fruga negli angoli più remoti della tua vita, forse si è ammucchiata tanta spazzatura: non avere pietà: buttala via.

 

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