ANDREA, L’APOSTOLO ORDINARIO

Lo Spirito Santo ha chiarito nella Scrittura, con esempi umani e dichiarazioni esplicite, che Dio si serve di persone comuni.

L’esempio più noto è quello dell’apostolo Andrea, considerato universalmente un uomo nella media, non nel senso dispregiativo del termine.

Lo chiameremo “Andrea, l’ordinario”.

Fu il primo dei dodici a seguire Gesù, perciò porta il titolo di protokletos, vale a dire “il primo chiamato”; tuttavia, non divenne un apostolo di spicco, sembra avesse l’attitudine di chi non ci tiene ad emergere; occupa un ruolo difilato.

Pur essendo il primo in ordine di chiamata, e fratello di Simon Pietro, non fu incluso nella cerchia dei più intimi di Gesù, composta da Pietro, Giacomo e Giovanni.

È da notare che Andrea è identificato spesso come il fratello di Simon Pietro.

Quest’ultimo, invece, non è mai definito il fratello d’Andrea!

Tutti conoscevano Pietro.

Ma Andrea?

“Sì che lo consci. È quello che è sempre con Pietro suo fratello”.

Andrea non ha scritto epistole, la Bibbia non riporta miracoli da lui compiuti e di certo non era un predicatore eloquente come il fratello.

Andrea, l’apostolo ordinario, fu raramente in primo piano e non fu mai considerato un leader!

Ciononostante, Dio lo ha usato in modo così potente che oggi il suo nome ha un posto di rilievo nell’evangelismo e nelle missioni.

Anni fa, l’associazione evangelistica di Billy Graham cercava un titolo per incoraggiare i credenti a portare amici ad ascoltare l’Evangelo e scelse il nome di Operazione Andrea, perché fu lui il primo evangelista, portando suo fratello a Cristo (cfr. Giovanni 12:20-22).

In seguito a tradizioni e leggende, l’ordinario Andrea è diventato figura eminente di almeno tre culture religiose: lo storico Eusebio narra che fu il primo missionario ad andare a nord del Mar Nero, per questo i Russi lo rivendicano come loro “santo”.

Un’altra tradizione lo fa “patrono” della Grecia, perché afferma che fu martirizzato su una croce a forma di X, dalla quale pregò per tre giorni in favore dei propri nemici.

Infine, la croce bianca di Sant’Andrea, su uno sfondo azzurro cielo, è lo stemma della Scozia.

La leggenda vuole che dopo il trasporto delle sue reliquie in Scozia, gli Scozzesi furono guidati in battaglia da una croce a forma di X che fluttuava in cielo.

Perché queste tre nazioni rivendicano un legame speciale con l’apostolo?

Ovviamente, non per l’attendibilità delle tradizioni, ma perché nei Vangeli il nome Andrea fa pensare ad un evangelismo amorevole.

La sua semplicità ed efficacia nel portare altri a Cristo, ne ha reso attraente il nome.

Qui c’è una lezione da non perdere: Dio si serve di persone ordinarie per compiere opere straordinarie.

Troviamo tante buone qualità in questo apostolo.

Andrea pensava prima agli altri (cfr. Giovanni 1:40-42).

Era ottimista su ciò che Cristo poteva compiere, anche con poco (cfr. Giovanni 6:5-9); e credeva che Gesù era venuto per tutti (cfr. Giovanni 12:20-22).

Alla base di queste virtù, però, c’era la sua ordinarietà.

Andrea era consapevole della propria inadeguatezza e ciò lo spingeva a dipendere dal Signore; per questo era utile a Dio ed agli uomini.

Dio cerca persone ordinarie come te.

A risentirci la prossima settimana!

 

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