La fonte della vita

 

 

 

Habacuc 3:1-10

 

Questa porzione del libro di Habacuc è costituita, essenzialmente, da un’ardente preghiera che esprime tutto l’affetto ed il desiderio del profeta per il progresso del popolo d’Israele.

In mezzo alle lotte e ai costanti pericoli di sviamento, il profeta scopre il segreto della vittoria per fede.

I mezzi per raggiungere un tale obbiettivo non andranno ricercati nell’abilità umana o nella sapienza terrena, ma vengono dall’alto e devono tornare, in via esclusiva, a lode e gloria di Colui che regna nei cieli.

Il profeta si esprime con estrema passione, illustrando le realtà che danno corpo alla speranza del credente.

Basterebbe sottolineare I’auspicio contenuto nel v. 2: “Oh Eterno, dà vita all’opera tua nel corso degli anni”, per comprendere fino in fondo quali sono le reali fonti della vita.

Habacuc è conscio del bisogno di questo genere di vita e si impegna a richiederla ardentemente a Colui che è l’autore della vita stessa.

Il profeta è pure consapevole che le regole dell’Eterno non muteranno, e quindi la sua preghiera riesce ad esprimere adeguatamente i bisogni comuni ad ogni generazione.

L’opera di Dio non si esaurisce con la preghiera elevata da Habacuc, e neppure con l’epoca apostolica, ma in ogni tempo ha vissuto dei momenti di risveglio grazie anche alla preghiera di credenti consacrati.

Gesù dichiarò espressamente che Egli è la via, la verità, e la vita ed altrove disse: “Io sono venuto per dar vita e darla ad esuberanza”.

Alla fine del Suo ministerio affermò: “Ecco Io sono con voi in ogni tempo”.

Queste parole confermano che quella che stiamo vivendo è la vera vita e ci assicurano che Colui che ne è l’artefice sarà sempre al nostro fianco.

Perciò occorre rendere attuale la preghiera del Profeta: “Dà vita all’opera tua nel corso degli anni e nel corso degli anni falla conoscere”.

L’opera di Dio non è qualcosa che rimane nascosto ma viene manifestata senza vergogna e con chiarezza.

Il tempo che stiamo vivendo richiede servitori che elevino al Signore la stessa preghiera di Habacuc, per partecipare ad un grande risveglio e al progresso dell’Opera di Dio!

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Campeggio Emmanuel – Turno adolescenti

In Silenzio

 

Lamentazioni 3:22-39

 

Abbiamo mai considerato quanto sia difficile stare zitti dinanzi a chi ci accusa, tralasciando ogni tentativo di difesa?

Di fronte a maldicenze, offese personali o insinuazioni ci mettiamo prontamente a difendere la nostra integrità morale così preziosa agli occhi nostri.

Se ci si prospetta una situazione delicata o di difficile soluzione, immediatamente pensiamo di toglierci dai guai risolvendo la questione con le nostre forze.

Ma il Signore ci insegna ad aspettare.

Aspettare?

Ma… Signore, non facciamo altro che cercare una soluzione!

No: “Aspetta in silenzio la mia salvezza”.

E’ un consiglio che si scontra in maniera violenta con gli impulsi della nostra natura, specie in una società “decisionista” come quella nella quale viviamo, ove viene apprezzata l’aggressività e la determinazione con cui si affrontano le situazioni.

Eppure quando Dio si mette all’opera, ogni difficoltà scompare, ogni perplessità si dissolve.

Si tratta dunque di un consiglio veramente prezioso per una vita di fede, punteggiata di vittorie.

Anche il popolo di Israele ha dovuto imparare questa lezione quando si trovava dinanzi al Mar Rosso.

Il Signore fece loro comprendere quanto fosse importante un’attitudine fiduciosa in attesa della Sua risposta: “L’Eterno combatterà per voi e voi ve ne starete quieti” (Esodo 14:14).

Lasciamolo operare in noi!

Quando l’ansia ci assale, quando vorremmo reagire ad una situazione che riteniamo insostenibile, sediamoci, in solitudine e mettiamo la nostra bocca nella polvere, proprio come consigliava Geremia.

Forse è difficile, ma possiamo e dobbiamo imparare questa lezione così preziosa ed importante: avere fiducia in Dio, perché Egli “è buono con quelli che sperano in lui” (v. 25).

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

State alla prua!

 

 

“Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, proseguo il corso verso la meta” FILIPPESI 3:13-14

 

State sempre alla prua!

Lasciate la poppa con la visione limitata che consente e dirigetevi verso la prua.

Trascorrere del tempo rivedendo tristemente i vecchi peccati e i fallimenti non significa considerarli nella giusta prospettiva.

Confessateli e credete che per amore di Cristo essi sono passati e sono stati interamente perdonati!

Le cadute spesso forniscono il presupposto del successo e la parte morta di noi stessi può diventare la passatoia per accedere alle cose migliori.

Il nostro Signore disse ai suoi discepoli: “Dormite pure oramai, e riposatevi!”.

Il passato è irrimediabilmente alle nostre spalle, ma immediatamente aggiunse: “Levatevi, andiamo!”.

È vero, il cielo davanti a noi può essere oscurato dalle nuvole che minacciano tempesta.

I profeti della meteorologia sostengono che sul mondo si stanno riversando punizioni inevitabili senza che nulla di buono appaia all’orizzonte; che sette civiltà sono già passate e stiamo per vedere la scomparsa dell’ottava.

Sia pure così, ma essi dimenticano che Dio tiene le acque tempestose nel cavo della sua mano; che Gesù camminò sui flutti minacciosi per soccorrere i Suoi amici.

Essi dimenticano che quando la Terra era informe e vuota, lo Spirito di Dio era presente nel caos e nell’oscurità, creando i cieli e la Terra stessa.

Essi non possono riconoscere la voce del creatore che disse: “Ecco, io faccio ogni cosa nuova!”.

Dal caos è nato il cosmo. ogni epoca muore in preda ad un travaglio dal quale scaturisce una nuova era.

Guarda la vasta linea dell’orizzonte, e preparati ad affrontare le nuove terre da esplorare, le meravigliose scoperte che ci attendono, le grandi missioni, ancora nascoste, che aspettano di essere compiute nel futuro.

Non dubitare mai del fatto che le nuvole si dissolveranno.

Può sembrare che il Maestro dorma sul suo cuscino, ignaro e indifferente, ma la sua mano è sul timone.

Egli guida il corso della tua vita; impartisce ordini alle onde ed esse Gli ubbidiscono.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

Vite illuminate

 

 

“Lo spirito dell’uomo è una lucerna dell’Eterno” PROVERBI 20:27;

“Sì, tu sei quel che fa risplendere la mia lampada” SALMO 18:28

 

Il tabernacolo edificato da Mosè e il tempio di Salomone erano entrambi costruiti sul modello divino ed erano costituiti da tre parti: il Cortile esterno, con il suo altare e il lavacro, che guardava all’esterno, in direzione del luogo in cui pulsava la vita umana; il Luogo Santissimo, che era il fulcro dell’invisibile presenza divina e, tra essi, il Luogo Santo, con il suo candeliere, l’altare e il tavolo.

Provate ad applicare quest’immagine alla vostra natura umana.

Il corpo è il cortile esterno, e attraverso di esso abbiamo contatto con il mondo che ci circonda.

Lo spirito è il nostro luogo più santo, e attraverso di esso abbiamo comunione con Dio.

L’anima che sta in mezzo ai due, è la sede della nostra personalità, con inclusa la coscienza, la volontà, l’intelletto e le emozioni.

Il nostro testo afferma che “lo spirito dell’uomo è una lucerna dell’Eterno”.

La lucerna serve ad illuminare, ma ci sono troppe lucerne spente!

Lo Spirito Santo ha illuminato il tuo spirito?

La tua fiamma arde in modo evidente?

Le finestre del tuo spirito permettono la visione delle montagne e della Città di Dio?

E le tende sono riavvolte in alto da permettere alla luce di spandere i suoi raggi anche negli “angoli” della tua vita?

In altre parole, sei in contatto con la persona di Gesù Cristo?

Nella sua essenza più intima, Cristo è il tutto dell’espressione religiosa più pura.

La meta suprema del Nuovo Testamento non è il credo, né i cerimoniali, né le iniziative filantropiche, ma la Sua vita personale e la Sua presenza nel cuore del credente.

Ciò che il Padre era per Lui, Egli desidera esserlo per noi.

Ma questa comunione si può sperimentare soltanto quando abbiamo imparato a trovare in Lui tutte le fonti della vita, dell’amore, e dell’ispirazione, attraverso le quali la nostra esistenza verrà vissuta in Dio.

Quando ci sediamo in meditazione, o c’inginocchiamo nel luogo che ci è abituale, scopriamo che il Signore che stavamo cercando, è venuto prontamente nel Suo Tempio.

Allora sperimenteremo che la gloria di Dio illuminerà la casa della nostra vita per far risplendere la luce nel mondo attorno a noi.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

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