LE PROVE DELLA FEDE

“E Mosè disse all’Eterno: Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho io trovato grazia agli occhi tuoi, che tu m’abbia messo addosso il carico di tutto questo popolo? (Numeri 11:11)

 

Il nostro Padre celeste ci manda delle prove per sperimentare la nostra fede.

Se la nostra fede ha qualche valore, supererà la prova.

La doratura teme il fuoco, ma l’oro no; la gemma falsa teme di confrontarsi con il diamante, ma il vero gioiello non teme nessuna prova.

È una fede povera quella che confida in Dio soltanto quando gli amici sono sinceri, la salute va bene e gli affari vanno a gonfie vele.

La fede vera è quella che si affida alla fedeltà del Signore quando gli amici se ne vanno, quando c’è la malattia, lo spirito è depresso e la luce del volto del Padre è nascosta.

E una fede vera e nata dal cielo quella che può affermare: “Se Egli mi distruggesse, pure continuerei a confidare in Lui”.

Dio viene grandemente glorificato quando concede grazia al popolo che è afflitto.

Quando “l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e la esperienza speranza”, il Signore viene onorato da queste virtù progressive.

Non potremmo conoscere la musica prodotta dall’arpa, se le corde non venissero pizzicate, né potremmo gustare il succo dell’uva se non fosse schiacciata nel torchio; non potremmo apprezzare il dolce profumo del cinnamomo se non fosse battuto e tritato, e non potremmo godere del calore del fuoco se i carboni non venissero consumati.

La saggezza e la potenza del grande Vasellaio si comprendono grazie alle prove che i Suoi vasi di grazia hanno il privilegio di sostenere.

Le presenti afflizioni tendono anche ad accrescere la gioia futura.

Ci devono essere ombre in un quadro, per evidenziare la bellezza delle luci.

Potremmo essere così benedetti in cielo, se non avessimo conosciuto la maledizione del peccato e il dolore di questa terra?

La pace non risulta più dolce dopo il conflitto, e il riposo più apprezzato dopo la fatica?

Ci sono tante altre risposte consolanti alla domanda con cui abbiamo iniziato la nostra breve meditazione, proviamo a pensarci durante tutta questa giornata.

GIDIULI PASQUALE

A risentirci la prossima settimana

 

TRAVOLTI DALLA PASSIONE

 

Lasciarsi travolgere dalle passioni non caratterizza soltanto l’età giovanile, ma anche l’età adulta.

Non riguarda solo la sfera sessuale della vita, ma anche e soprattutto le nostre relazioni con gli altri.

Quando non ci lasciamo guidare dallo Spirito del Signore, ma dalle nostre passioni, ne soffriamo noi stessi e ne soffre la nostra comunione.

Per edificare la chiesa occorre sfuggire alle passioni e lasciarsi guidare da Dio!

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TRAVOLTI DALLA PASSIONE

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OSSA SECCHE

 

Il presente secolo dichiara che i tempi sono mutati ed una religione che voglia vivere una vita esclusiva non può sopravvivere; non ascoltare il mondo: – Risvegliati !

Dal mondo religioso puoi sentir ripetere che i giorni dei miracoli, dei carismi, della presenza di Dio sono passati e che ormai dobbiamo fondare la nostra esperienza sugli enunciati teorici; non ascoltare questa voce: – Risvegliati !

Sei un credente senza fede? Sei una chiesa senza vita? La voce di Dio ripete a tutti: – Risvegliati!

Forse hai un passato illustre che ormai è tramontato e ti rende un “decaduto “ o forse non hai un passato; l’esortazione è ugualmente valida: – Risvegliati !

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OSSA SECCHE

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UNA SANA FAMIGLIA

 

Dio ama le famiglie, si cura di loro.

Se le famiglie cristiane desiderano crescere in modo sano, dovrebbero mettere il Signore Gesù al centro e cercare delle vie creative per incoraggiare ogni membro della famiglia a conoscere e seguire la parola di Dio.

In questo consiste una sana famiglia cristiana.

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UNA SANA FAMIGLIA

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ALLARGA I MIEI CONFINI (IABEZ)

 

Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo dei “confini”, dei limiti che in qualche modo ostacolano il nostro cammino cristiano ed il nostro servizio per il Signore e, di conseguenza, limitano anche la ricchezza delle benedizioni che egli vuole riversare su di noi.

La preghiera di Iabes costituisce per noi un prezioso esempio, perché esprime il desiderio di superare i propri limiti, allargando “i confini” delle benedizioni e del servizio.

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ALLARGA I MIEI CONFINI (IABEZ)

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