Signore dei signori

 

Isaia 9:1-6

 

Un fanciullo, un figliolo chiamato… “Elolam”, Dio antichissimo, o Padre dell’eternità.

Come dovevano suonare strane agli orecchi degli israeliti queste parole!

Cosa mai aveva a che fare “El Gibbor”, il Dio potente, con un fanciullo che sarebbe dovuto nascere per salire sul trono di Davide e governare il mondo introducendo finalmente un’epoca di pace che non avrebbe mai avuto fine?

È un passo che avrà dato non poco filo da torcere a commentatori ed esegeti ebrei di ogni generazione.

Il Dio che è, l’Iddio trascendente e infinito, come poteva essere coinvolto nel divenire di questo nostro mondo?

Come poteva lo spirito Eterno di Dio, mescolarsi con la nostra natura, condividere la nostra dimensione umana?

Come poteva il Creatore che faceva della terra lo sgabello per i propri piedi, costringersi in un corpo umano?

Come poteva essere anche solo immaginato sotto le vesti di un fanciullo?

Noi, ora, sappiamo dare una risposta a tutte queste domande!

Il “Consigliere ammirabile” dopo aver portato a termine il Suo ministerio di salvezza in vista della redenzione del mondo, ci ha affidato alle cure dello “Spirito della verità”, il consigliere che ci guida in tutta la verità.

Lo Spirito di Dio che dimora in noi ci rivela le cose passate e ci annunzia re cose a venire (Giovani 16:13).

Ringraziamo dunque Dio poiché siamo in grado di decifrare il Suo piano di salvezza ma soprattutto siamo in condizione di goderne appieno i benefici frutti della Sua opera salvifica.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

“…non dare ad altri il fiore della tua gioventù”

 

Proverbi 5

 

Questo brano esorta, oltre che a fuggire la donna corrotta, a non intrattenere con lei alcun rapporto d’amicizia.

Questi consigli non vogliano essere discriminatori, ma saggi avvertimenti di Chi conosce molto meglio di noi le insidie in agguato.

Comportarsi diversamente vorrebbe dire donarsi al peccato, e al diavolo, che lavora incessantemente per deturpare l’opera di Dio.

Vorrebbe dire offrire ad un altro la nostra vita che deve essere in realtà un possesso esclusivo del Signore.

Lo scrittore si rivolge ad un giovane, ma i suoi consigli sono certamente validi per i credenti di ogni età.

Il verso 9 in modo particolare, mette in risalto come il Signore vuole dai suoi figlioli il meglio di quanto sono in grado di offrire.

Lo scrittore si chiede, infatti, perché mai si dovrebbe offrire il fiore della gioventù al nemico delle anime nostre?

Perché offrire il meglio di noi stessi per attività inutili, che non fanno altro che far trascorrere nella pigrizia spirituale le ore, i giorni, gli anni?

Perché offrire i nostri talenti per impegni, che hanno il solo scopo di sottrarci energie facendoci accantonare dall’impegno nell’Opera del Signore?

Il Signore ci ha donato la vita, con essa la forza fisica, l’intelligenza e cento altre capacità, perché mai sprecarle in attività che non Gli danno gloria?

Non è sufficiente evitare il peccato per impedire che la nostra vita sfiorisca inutilmente, bisogna altresì impegnarla fino in fondo in ubbidienza alla volontà di Dio.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

“Gli si precipitavano addosso per toccarlo”

 

Marco 3:7-12

 

Quest’espressione indica quanto grave e penosa fosse la condizione di coloro che udivano la predicazione di Gesù.

Costoro rappresentano un drammatico spaccato dell’umanità intera, afflitta dal peccato, dalla malattia e intenta continuamente a mascherare il proprio malessere sotto le vesti di un vuoto trionfalismo.

La folla si accalcava attorno a Gesù perché vedeva in Lui l’amore di Dio per l’intera umanità.

Dinanzi a questa scena viene però da chiedersi, dove si trovavano tutti costoro, quando Gesù dovette affrontare la persecuzione e la morte.

Tanta foga nasceva da un bisogno reale, ma quali esperienze spirituali realizzò in concreto la moltitudine?

Questa massa di persone sempre presente nei racconti degli Evangeli, ora silenziosa e attenta, ora entusiasta ed esultante, ora recalcitrante e polemica rimane un monito per tutti quegli uomini che ritengono di potersi definire cristiani pur avendo avuto con Gesù solamente un incontro episodico e superficiale.

A quegli uomini premeva essenzialmente ricevere la guarigione, e probabilmente non cercavano di conoscere Gesù in profondità, la loro foga si esauriva una volta ricevuto ciò che desideravano.

Il Signore ci aiuti a realizzare ogni giorno un’esperienza profonda con Lui, in virtù della quale possiamo a tutti gli effetti fregiarci del titolo di Suoi discepoli.

Il Signore ci liberi infine dagli entusiasmi passeggeri, per infiammarci del Suo perenne e inconfondibile zelo.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

“Tua è anche la notte”

 

Salmo 74:16

 

Si, Signore, Tu non abdichi al Tuo trono quando il sole tramonta, né lasci che durante le lunghe notti ventose esso sia preda del male; i Tuoi occhi ci guardano come fanno le stelle, e le Tue braccia ci circondano come le costellazioni cingono il cielo.

La rugiada del sonno tranquillo è nelle Tue mani, così come lo è la solennità della notte.

Ciò è molto dolce al mio cuore quando guardo attraverso le ore notturne, o sono scosso dalle sofferenze.

Frutti preziosi nascono sia alla luce della luna che a quella del sole: possa il mio Signore rendermi partecipe di essi.

La notte dell’afflizione è sotto il piano e il controllo dell’Iddio d’amore proprio come lo sono i luminosi giorni estivi dove tutto è gioia.

Gesù è nella tempesta.

Il Suo amore si riveste della notte come un mantello, ma all’occhio della fede la nera veste non riesce a nasconderlo.

Dalla prima veglia notturna fino al calar del giorno l’eterno Guardiano osserva i Suoi santi, e domina sulle ombre e sulla rugiada della mezzanotte per il bene supremo del Suo popolo.

Noi non crediamo in divinità rivali del bene e del male che si contendono la supremazia, ma ascoltiamo la voce dell’Eterno che dice: “Io formo la luce, creo le tenebre. Io, il Signore, sono colui che fa tutte queste cose”.

I periodi bui di indifferenza religiosa e di peccato diffuso nella società non sono esenti dalla sovranità divina.

Quando gli altari della verità sono contaminati, e le vie di Dio sono dimenticate, i servi del Signore piangono con amarezza, ma non possono disperare, perché le ere più oscure sono governate dal Signore, e giungeranno al termine al Suo comando.

Ciò che a noi può sembrare sconfitta può essere vittoria per Lui.

“Sebbene avvolti nella notte cupa, E non riceviamo alcun raggio di luce, Il Signore stesso è qui, Perciò noi non temeremo”.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Crescere nella grazia

 

Luca 2:39-52

 

Lo sviluppo psico-fisico per ogni creatura che viene al mondo è di grande importanza, ma la crescita spirituale-interiore lo è ancora di più (cfr. 1 Pietro 3:4).

Gesù cresceva in grazia e in sapienza davanti a Dio e agli uomini.

Non ci può essere vera crescita spirituale interiore sé ci si rifiuta di venire ammaestrati e corretti.

Anche la natura impone i suoi divieti, ignorarli significa esporsi alle sue severe sanzioni.

La ricezione dell’insegnamento implica alcuni importanti accorgimenti:

1. Evita il concetto dell’autosufficienza: È necessario imparare a camminare con le proprie gambe, rammentando che c’è un principio a cui ispirarsi con grande impegno se vogliamo crescere interiormente: vivere vicino all’Eterno (cfr. 1 Samuele 3:18). Non trascurare la comunione con Dio, cercando ogni occasione per mettersi in contatto con Lui ci consentirà di attingere la linfa per sviluppare un profondo rapporto spirituale, maturando al tempo stesso anche “davanti agli uomini”.

2. Non paralizzarti, la crescita è continua: “Crescete nella grazia” consiglia l’apostolo Pietro (cfr. 2 Pietro 3:18). Gesù crebbe in grazia ed in sapienza, virtù che appaiono abbastanza sorprendenti in un ragazzo appena dodicenne.

3. Imita gli esempi di fede: Avrai sicuramente osservato la vita di uomini e donne di Dio descritta nella pagine della scrittura; studiati di considerare l’esempio della loro fede e sicuramente anche tu “crescerai”.

4. Vivi praticamente ciò che apprendi teoricamente: Di Samuele è scritto che cresceva nella casa e alla presenza dell’Eterno senza lasciare cadere a terra neppure una parola del Signore (cfr. 1 Samuele 3:19).

Il segreto per crescere nella grazia e nella sapienza di Dio sta nel fare la Sua buona, accettevole e perfetta volontà.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

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