Risuscitati con Cristo

 

 

COLOSSESI 3:1-11

La vita nuova in Cristo rende forte colui che la possiede, poiché il credente è passato dalla morte spirituale alla vita di chi è risorto ad una nuova esistenza.

Necessariamente una vita trasformata esige un cambiamento radicale, nuovi pensieri, nuovi desideri, nuove emozioni, nuovi affetti, nuovi stimoli per servire di più e meglio il nuovo padrone e Signore della nostra vita.

Inizia un nuovo cammino sulle orme di Colui che per primo l’ha tracciato, che rende possibili risultati del tutto impensabili, in vista del Suo ritorno che manifesterà pienamente tutta la Sua potenza e gloria.

Il progresso in atto deve condurre a morte le nostre caratteristiche carnali e terrene per far posto a delle prerogative e ad una sensibilità di natura spirituale: la nostra natura umana dovrà risultare interamente coperta, assorbita e nascosta dal Signore Gesù.

La mente rinnovata da Cristo dovrà prendere il comando della nostra vita, procedendo allo smantellamento della vecchia natura come segno eloquente di negazione del vecchio uomo.

Rinnovandosi nella conoscenza sul modello di Colui che l’ha creato, il credente risuscitato con Cristo, ripristina la vera natura di un essere umano fatto ad immagine di Dio.

In un mondo di profonde divisioni razziali e sociali il credente si deve adoperare per servire con semplicità ed onestà il prossimo, dando una valida testimonianza proprio onorando Colui che offrì la propria vita per ogni uomo, senza alcuna distinzione.

In ultimo, Cristo il risorto, soddisfa in pieno il bisogno di significato che si agita in ogni cuore e rappresenta il punto di coesione che accomuna tutti coloro che si aprono alla verità.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

 

Vivere da cristiani

 

 

«E all’angelo della chiesa in Pergamo scrivi: queste cose dice colui che ha la spada affilata a due tagli. Io conosco le tue opere e dove tu abiti, là dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu rimani fedele al mio nome e non hai rinnegato la fede in me neppure nei giorni in cui il mio fedele testimone Antipa fu ucciso tra di voi, là dove abita Satana. Ma ho alcune cose contro di te: tu hai colà alcuni che ritengono la dottrina di Balaam, il quale insegnò a Balak a porre un’insidia davanti ai figli d’Israele per farli cadere, inducendoli a mangiare cose sacrificate agli idoli e a fornicare. Così hai pure alcuni che ritengono la dottrina dei Nicolaiti, la qual cosa io odio. Ravvediti dunque, altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: a chi vince io darò da mangiare della manna nascosta; e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza sta scritto un nuovo nome che nessuno conosce, se non colui che lo riceve» (Apocalisse 2: 12-17)

 

Pergamo veniva considerata il trono di satana, poiché era un impressionante centro di culti idolatrici.

A ridosso della città, vi era una collina dove sorgevano molti templi pagani.

I cristiani che vi abitavano, oltre ad astenersi dall’idolatria, dovevano guardarsi dall’infiltrazione della cosiddetta dottrina di Balaam che induceva a non tener in alcun conto la purezza e l’integrità.

Anche oggi, la chiesa, deve guardarsi da queste due grandi insidie costantemente in agguato: il pullulare di religioni che pur definendosi cristiane rivelano molte dottrine e pratiche pagane; e la frivolezza di una società che ritiene lecita qualsiasi condotta e non accetta più alcun codice morale.

Oggi non è difficile, ad esempio, incontrare dei credenti che ritengono normale la convivenza senza aver contratto matrimonio, adducendo la scusa che non è la stipula dell’atto di matrimonio che rende stabile l’unione tra due persone, ma la buona volontà dei conviventi.

Oppure, avere delle esperienze prematrimoniali visto che poi si aggiusta ogni cosa con il matrimonio e si viene perdonati da Dio del peccato commesso.

Non sono pochi i genitori cosiddetti fedeli, che difendono simili posizioni dei loro figli pretendono che il pastore li sposi in chiesa.

Non mi stupirei, se qualche pastore per paura di perdere questi membri acconsentirebbe alla loro richiesta, trovandosi proprio nella posizione del conduttore della chiesa di Pergamo.

L’avvertimento contenuto in questo brano, dovrebbe metterci in guardia: nessun compromesso sarà accettato, nessuna commistione tra le cose sante e l’idolatria potrà essere ammessa.

I credenti in Cristo, devono guardare avanti ed appetire le cose celesti.

Il cristiano è partecipe della potenza di Dio e si appropria della natura divina come nessun altro può fare.

Ottenere la vittoria, significa avere un nuovo nome che conferisce il diritto ad entrare nel Regno di Dio con un carattere completamente modellato dalla Sua grazia.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Amare veramente

 

 

1 GIOVANNI 3:13-24

Nonostante il grande amore di Dio per questo mondo corrotto e degenere, l’odio di chi non conosce Cristo si riversa in modo particolare nei confronti di coloro che hanno visto la propria vita trasformata da questo amore.

L’apostolo ci invita a non meravigliarci se il mondo ci odia, tutto ciò avviene perché non agiamo in ossequio ai suoi valori fasulli: “Le cose vecchie sono passate, ecco son diventate nuove”.

Proprio per questo in colui che è nato dall’alto non devono riscontrarsi le caratteristiche negative censurate dall’apostolo.

In questo brano possiamo notare l’effetto dell’amore nella nostra vita, un amore però che non si limita alle parole, un sentimento non ipocrita.

Esso deve essere così fervido nella nostra vita al punto da farci soffrire per la sicurezza dei nostri fratelli.

Dobbiamo andare alle sorgenti di questo amore per poter realmente amare i nostri fratelli.

Il nostro amore deve essere compassionevole, proprio in funzione della condizione di bisogno in cui giacciono i nostri fratelli.

Dato che siamo chiamati a vivere come stranieri in questo mondo, in che modo potranno riconoscere che siamo realmente figliuoli di Dio?

Dal nostro modo di parlare?

Dal nostro modo di vestire?

No!

Gesù ci dà una risposta categorica: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri”.

Se abbiamo questo tipo di amore, il nostro prossimo non potrà fare a meno di notarlo.

Non solo la nostra intera esistenza, ma anche la vita di coloro che sono intorno a noi ne verrà influenzata.

La condizione che ci garantirà una profonda pace interiore è proprio quella di abbondare nell’amore.

In un mondo pieno di odio, noi dobbiamo rappresentare delle eccezioni, poiché attingiamo la nostra linfa vitale non dall’ambiente che ci circonda, ma direttamente da Gesù.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

4-8 Aprile: Visita dei Fratelli Zigani

TRAVOLTI DALLA PASSIONE

 

Lasciarsi travolgere dalle passioni non caratterizza soltanto l’età giovanile, ma anche l’età adulta.

Non riguarda solo la sfera sessuale della vita, ma anche e soprattutto le nostre relazioni con gli altri.

Quando non ci lasciamo guidare dallo Spirito del Signore, ma dalle nostre passioni, ne soffriamo noi stessi e ne soffre la nostra comunione.

Per edificare la chiesa occorre sfuggire alle passioni e lasciarsi guidare da Dio!

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TRAVOLTI DALLA PASSIONE

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