Benedizioni permanenti

 

(Ebrei 12:27)

“Or questo ‘ancora una volta’ indica la rimozione delle cose scosse, come di cose fatte, onde sussistano ferme quelle che non sono scosse”

 

In questo momento possediamo molte cose che possono essere scosse, e mai s’addice a un credente amarle molto, poiché non c’è nulla di stabile sotto questo cielo; e ogni cosa porta con sé il segno del cambiamento.

Eppure, noi possediamo anche “cose che non possono essere scosse”, e questa sera ti invito a pensare proprio ad esse.

Se le cose soggette al tempo vengono tutte messe da parte, potresti trarre un vero conforto da quelle che rimangono.

Qualunque siano state o potranno essere le tue perdite, tu puoi attualmente gioire della salvezza.

Se stai ai piedi della Sua croce, confidando soltanto nei meriti dei prezioso Gesù, nessun calo o rialzo dei mercati potrà influire sulla tua salvezza; nessuna banca che fallisce o affari che vanno a rotoli avranno la possibilità di intaccarla.

Questa sera mi rivolgo a te che sei un figlio di Dio: Dio è tuo Padre!

Nessun cambiamento di circostanze potrà mai privarti di questo.

Anche se fossi ridotto in povertà e privato di tutto, potresti dire: “Egli è ancora mio Padre. Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore, quindi non sarò turbato”.

Hai a disposizione anche un’altra benedizione permanente: l’amore di Gesù Cristo.

Colui che è Dio e Uomo ti ama con tutta la forza e la tenerezza della Sua natura: niente potrà influenzarla.

Il fico può non fiorire, e nel campo può non esservi alcun gregge, ma non ha importanza per chi può cantare: “Il mio amico è mio ed io sono suo”.

Non possiamo perdere la parte migliore e più preziosa della nostra eredità.

Qualunque prova arrivi, comportiamoci da uomini; dimostriamo di non essere bambini, e non lasciamoci abbattere da ciò che accade in questo temporaneo lasso di tempo.

Il nostro paese è la terra dell’Emmanuele, la nostra speranza è lassù, calma come l’oceano durante l’estate; noi assisteremo alla rovina di ogni cosa terrena, ma ci rallegreremo nell’Iddio della nostra salvezza.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Proiezione del film “La Croce” di Billy Graham

Il Signore è vicino

 

“Tu, non temere, perché io sono con te” (Isaia 41:10)

 

Il Signore è vicino, e non certo distante da noi: questo è il messaggio centrale del brano che andiamo a considerare.

Alle volte è difficile realizzare queste due verità apparentemente inconciliabili, ossia che Dio è eccelso e al tempo stesso vicino a noi.

Pensando alla sua vicinanza, può accadere di perdere di vista la Sua grande potenza e sovranità; d’altro canto, meditando sulla Sua sovranità, potremmo essere indotti a dimenticare che Egli ha promesso di rimanere vicino al Suo popolo.

Oggi, considera questa verità consolante: benché Dio sia il Creatore e Colui che controlla questo vasto universo, il fulcro e il reggitore di ogni sfera celeste, Egli è allo stesso tempo più vicino a noi del nostro stesso respiro, più delle nostre mani e dei nostri piedi.

Dio si muove in mezzo al Suo popolo.

Ai giorni dell’Antico Testamento Egli si trovava fra le schiere d’Israele, e, all’inizio, regnava su loro attraverso i patriarchi.

Egli dimorò nel tabernacolo e nel tempio, e il popolo si riuniva alla Sua presenza, che rappresentava il perno attorno al quale ruotava la vita dell’intera nazione.

Anche quando essi sarebbero stati privati dell’evidenza della Sua presenza, a motivo del loro peccato, la nuvola continuava a soffermarsi, come se non volesse andarsene e, non appena affiorava nuovamente una buona disposizione, Dio rivelava nuovamente la Sua presenza.

Ora però, nella dispensazione dell’Evangelo, Dio non soltanto è in mezzo al Suo popolo, come lo era per Israele, ma, per mezzo dello Spirito del Figlio Suo, Egli dimora in maniera tangibile in ogni credente, e ha fatto di ogni anima redenta un tempio.

Questo fatto trasformerà la tua giornata di oggi e tutti i giorni che verranno.

Dio ti benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Il pericolo della codardia

 

“Ritspa, figliuola di Aiah, prese un cilicio, se lo stese sulla roccia, e stette là dal principio della messe fino a che l’acqua non cadde dal cielo sui cadaveri; e impedì agli uccelli del cielo di posarsi su di essi di giorno, e alle fiere dei campi d’accostarsi di notte”—-2 SAMUELE 21:10

 

Se l’amore di una donna per i suoi figli uccisi le fece prolungare la sua dolorosa veglia funebre per un periodo così lungo, ci stancheremmo noi di considerare le sofferenze del nostro benedetto signore?

Ella scacciò gli uccelli rapaci, e noi non cacceremmo dalle nostre riflessioni quei pensieri mondani e impuri che inquinano sia la nostra mente sia i soggetti sacri di cui ci occupiamo?

Via, uccelli dalle ali diaboliche; lasciate solo l’olocausto!

Ella sopportò da sola il calore estivo, la rugiada notturna e le piogge, senza alcuna protezione.

Il sonno era bandito dai suoi occhi piangenti, il suo cuore era troppo oppresso per abbandonarsi al riposo.

Guarda come amò i suoi figli!

Ritspa continuerà a soffrire mentre noi ci turberemmo al primo inconveniente o alla prima prova?

Siamo così codardi da non saper soffrire insieme al nostro Signore?

Ella scacciò persino le bestie feroci, con il coraggio di un leone, e noi non saremmo pronti ad affrontare ogni nemico per amore di Gesù?

Questi figli furono uccisi da mani estranee, e lei li pianse e li vegliò continuamente: cosa dovremmo fare noi che con i nostri peccati abbiamo crocifisso il signore?

I nostri doveri sono illimitati, il nostro amore dovrebbe essere fervente, e il nostro pentimento totale.

Vegliare con Gesù dovrebbe essere la nostra missione, proteggere il suo onore la nostra occupazione, dimorare presso la Sua croce dovrebbe essere il nostro conforto.

Quei lugubri cadaveri avrebbero ben potuto spaventare Ritspa, specialmente di notte, ma per noi che sediamo ai piedi della croce del nostro Signore, non c’è niente di spaventoso.

Nessuna bellezza vivente fu più incantevole del Salvatore morente.

Gesù, vogliamo vegliare con Te, ma Tu rivelati a noi; allora non sederemo sopra un cilicio ma fisseremo la nostra dimora negli appartamenti del Re.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Studenti dell’Istituto Biblico Italiano accompagnati da Domenico Modugno e Vincenzo Specchi

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