LA MENTE CUSTODITA

 

“Avendo rivestito… e preso per elmo la speranza della salvezza” (I Tessalonicesi 5:8).

 

L’elmo è una copertura per il capo, non per i giorni di pace, ma per quelli in cui infuria la battaglia; non è soltanto un copricapo, ma parte di un’armatura.

L’elmo può essere utile a ricordarci il duro conflitto in cui il credente è ancora impegnato.

Egli sta combattendo contro il mondo, la carne e il diavolo, e si tratta di una battaglia di vitale importanza.

Se è necessario mantenere protetto l’intero corpo, è ancora più importante avere il capo ben coperto, poiché è questo che controlla il corpo in tutte le sue azioni.

Da un simile esempio possiamo trarre due lezioni.

In primo luogo, i nostri pensieri devono essere protetti.

C’è un conflitto in corso che anche oggi impegna la nostra mente.

Le pretese delle religioni e delle varie ideologie si stanno propagando velocemente, e spesso in modo subdolo, al punto che la mente del credente si trova in serio pericolo; prova ne è il fatto che troppo spesso l’elmo ha smesso di svolgere la sua funzione.

Una volta che i pensieri sono aggrediti e corrotti da falsi insegnamenti, la vita intera è in pericolo.

Dobbiamo indossare l’elmo e stare mentalmente sobri.

L’elmo ci è stato provveduto, esso fa parte dell’equipaggiamento, ma il guerriero deve indossarlo; un simile gesto influirà sulla scelta delle nostre letture e renderà indispensabile lo studio della Sacra Scrittura.

La seconda lezione consiste nel fatto che per proteggere la mente, noi abbiamo a disposizione la grazia cristiana della speranza, vale a dire che possiamo coltivare l’attesa del giorno di Dio.

La Bibbia lo promette, e il Signore stesso apparirà per realizzare questa promessa.

E’ per tale ragione che il Nuovo Testamento definisce la seconda venuta del nostro Signore come “la speranza”.

Oh beata speranza!

Cristo verrà e stabilirà il regno di Dio e la Sua giustizia.

Proteggiamo la nostra mente dal dubbio e dalla disperazione indossando l’elmo della salvezza, una completa salvezza, e custodiamo la speranza luminosa della venuta del nostro Salvatore Gesù Cristo.

Dio ti benedica

PASQUALE GIDIULI

A risentirci la prossima settimana.

 

TRAVOLTI DALLA PASSIONE

 

Lasciarsi travolgere dalle passioni non caratterizza soltanto l’età giovanile, ma anche l’età adulta.

Non riguarda solo la sfera sessuale della vita, ma anche e soprattutto le nostre relazioni con gli altri.

Quando non ci lasciamo guidare dallo Spirito del Signore, ma dalle nostre passioni, ne soffriamo noi stessi e ne soffre la nostra comunione.

Per edificare la chiesa occorre sfuggire alle passioni e lasciarsi guidare da Dio!

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TRAVOLTI DALLA PASSIONE

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OSSA SECCHE

 

Il presente secolo dichiara che i tempi sono mutati ed una religione che voglia vivere una vita esclusiva non può sopravvivere; non ascoltare il mondo: – Risvegliati !

Dal mondo religioso puoi sentir ripetere che i giorni dei miracoli, dei carismi, della presenza di Dio sono passati e che ormai dobbiamo fondare la nostra esperienza sugli enunciati teorici; non ascoltare questa voce: – Risvegliati !

Sei un credente senza fede? Sei una chiesa senza vita? La voce di Dio ripete a tutti: – Risvegliati!

Forse hai un passato illustre che ormai è tramontato e ti rende un “decaduto “ o forse non hai un passato; l’esortazione è ugualmente valida: – Risvegliati !

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OSSA SECCHE

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UNA SANA FAMIGLIA

 

Dio ama le famiglie, si cura di loro.

Se le famiglie cristiane desiderano crescere in modo sano, dovrebbero mettere il Signore Gesù al centro e cercare delle vie creative per incoraggiare ogni membro della famiglia a conoscere e seguire la parola di Dio.

In questo consiste una sana famiglia cristiana.

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UNA SANA FAMIGLIA

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ALLARGA I MIEI CONFINI (IABEZ)

 

Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo dei “confini”, dei limiti che in qualche modo ostacolano il nostro cammino cristiano ed il nostro servizio per il Signore e, di conseguenza, limitano anche la ricchezza delle benedizioni che egli vuole riversare su di noi.

La preghiera di Iabes costituisce per noi un prezioso esempio, perché esprime il desiderio di superare i propri limiti, allargando “i confini” delle benedizioni e del servizio.

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ALLARGA I MIEI CONFINI (IABEZ)

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