Atti di ubbidienza

 

Giovanni 12:46

 

“Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre”

 

La luce di Cristo è sempre distinguibile poiché indica in profondità ciò che è giusto, e rappresenta quindi la più chiara espressione della volontà di Dio.

Quando gli uomini chiedono come giungere alla conoscenza di Cristo, non c’è che una risposta: credere che Egli ci ama, che Egli è morto sulla croce per salvarci, e che ci ha spinto, mediante lo Spirito Santo, ad inseguire il desiderio di una vita migliore e più santa.

Com’è diverso quest’insegnamento da quello del mondo circostante!

Quaggiù siamo esortati a conoscere prima di poter affidare la nostra vita a qualche guida, qualunque siano le sue linee di pensiero e le sue promesse.

Ma Cristo c’invita ad ubbidire al primo segnale di luce che splende su di noi, ed Egli si assume la responsabilità di garantirci che se sapremo comportarci in questo modo non cammineremo mai nelle tenebre.

Disubbidendo è come se accumulassimo delle scorie che c’impediscono la visione di Cristo; mentre l’ubbidienza ci conduce alla Sua più intima presenza.

La nostra capacità di analisi si sviluppa e la visione diventa chiara quando rinunciamo a noi stessi per seguire tutto ciò che è amabile, veritiero, puro, giusto e di buona fama.

Forse mentre stai leggendo queste righe c’è qualche dovere a cui ti stai sottraendo, qualche croce che rifiuti di portare, qualche azione dalla quale stai fuggendo.

Anche se non l’hai associata direttamente a Cristo, non puoi comunque dubitare che sia la Sua volontà per te, e che, accettandola, Egli ne sarà compiaciuto.

È inutile cercare di conoscerlo fino a quando non si è disposti a compiere quegli atti di ubbidienza che sono lì a portata di mano.

Gli uomini non sono in grado di sapere cosa potranno trarre dalle potenti forze presenti in natura fino a quando non si dispongono ad ubbidire minuziosamente alla sue leggi.

Il medesimo criterio si impone nelle nostre relazioni con Cristo, che presuppongono quindi l’ubbidienza alle leggi del regno spirituale.

La madre del nostro Signore rivolse ai servi di Cana un’esortazione della massima sapienza, allorché disse: “Fate tutto quello che vi dirà!”.

Probabilmente aveva imparato questo segreto durante quei lunghi anni, tranquilli e benedetti trascorsi a Nazareth.

Ella sapeva che non c’era altro modo per riuscire a comprenderlo, se non manifestando assoluta ubbidienza, e questa donna seppe trasmettere a tutti noi i risultati della sua esperienza.

“Camminate mentre è ancora giorno”, allora conoscerete la Luce e diventerete a vostra volta luce nel mondo.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Opportunità perse

 

Ebrei 12:17; Matteo 23:37

 

“Non trovò luogo a pentimento, sebbene la richiedesse con lacrime”
“Gerusalemme,… quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli,… e voi non avete voluto!”

 

I Greci rappresentavano l’opportunità, calva senza ciuffi di capelli dalla quale la si potesse afferrare quando fuggiva.

Ognuno ha delle opportunità, ma spesso non ci sono indicazioni del suo avvicinamento, nessun segno della sua partenza.

Quando è perduta, raramente si ripresenta!

Si dice che la Regina Vittoria una volta diede a un pittore sconosciuto l’opportunità di un incontro privato con lei.

Ella arrivò nel momento programmato, ma lui venne con cinque minuti di ritardo, e perse la sua opportunità.

Esaù barattò la sua primogenitura!

Quanto si preoccupò della prerogativa spirituale concessa al primogenito di agire come il sacerdote del suo clan, e di trovarsi nella possibile linea di discendenza del Messia?

Egli desiderava ciò che poteva dare soddisfazione e le cose di cui godere attraverso i sensi.

Ma poiché vendette il suo diritto di primogenitura, ne seguì una dolorosa transazione.

“Non trovò luogo a pentimento” non significa che desiderasse pentirsi e non ci riuscisse, ma che egli venne respinto, la decisione era considerata definitiva.

È possibile a chiunque agire, fare una scelta, barattare le cose spirituali con quelle materiali, in modo esplicito, al punto che la decisione appare irrevocabile.

Badiamo a noi stessi, in modo da non essere traditi dalla passione con una scelta che può compromettere il nostro intero destino.

Le ali distese dell’amore di Dio avrebbero protetto Gerusalemme dalla sorte che l’attendeva, ma essa rifiutò i suoi servi e il suo Figliuolo, e il giorno della sua opportunità passò oltre!

La salvezza è per tutti noi, e c’è la speranza e l’occasione di pentirci fino a quando il giorno della grazia non sarà terminato.

Ma non dimentichiamo, come disse McCheyne, che “Cristo batte gli ultimi colpi”.

Il presente è il tuo tempo di speranza, l’inizio di una nuova opportunità.

Apri la porta della tua vita a Cristo e fa di Lui il tuo Re.

Egli ti offre una possibilità, cerca di afferrarla; fai del tuo meglio, trova la tua collocazione in ordine al servizio nel suo Regno, e impegnati a seguirLo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Il fondamento della pace

 

“Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1)
“Avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d’esso” (Colossesi 1:20)

 

I fondamenti della redenzione e della pace furono posti al Calvario, quando il nostro Signore morì per i peccati del mondo.

Ci si potrebbe chiedere, visto che il sangue di Cristo rappresenta la Sua anima data per i peccatori, come questo meraviglioso sacrificio di Sé possa costituire una base per la pace.

È impossibile fornire una risposta completa a questa domanda in considerazione della nostra conoscenza così limitata.

È una delle cose segrete che appartengono al nostro Signore, che al momento ci sono nascoste, per essere rivelate quando avremo accresciuto la nostra consapevolezza.

Ma non pensiamo che lo spargimento del sangue di Cristo fosse necessario per renderci amabili agli occhi di Dio o per appagare la Sua ira e il Suo dolore e che soltanto per questo Egli abbia emanato un editto di redenzione.

“Iddio riconciliava con sé il mondo in Cristo”.

Il Padre non ci ama perché Gesù morì, ma Egli andò sulla croce a motivo dell’amore di Dio per noi, avendoci scelti per essere eredi congiuntamente con il Suo Figliuolo.

Ma c’è una condizione che dev’essere rispettata.

Il diritto a quella pace è garantito solamente a coloro che credono.

Siamo giustificati per fede; abbiamo pace unicamente attivando la nostra fede.

L’apostolo ci ricorda chi è il tramite di tutto ciò “. . . Per mezzo del nostro Signor Gesù Cristo, per il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione” (v. 11).

La redenzione è completa; non dobbiamo far altro che riceverla.

La riconciliazione che garantisce la pace è cosa fatta, dobbiamo solo afferrarla.

“Perché, se per il fallo di quell’uno la morte ha regnato mediante quell’uno, tanto più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo”.

Quando riceviamo la vita eterna e lo Spirito Santo con un cuore grato e aperto, confidando per fede sulle promesse divine, abbiamo accesso a questa grande eredità di pace.

Solo allora le elargizioni di Dio, i doni della Sua grazia e della Sua natura, diventeranno nostri.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

Gesù la luce del mondo

 

Giovanni 8:12

 

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”

 

La stella Sirio è così lontana dalla nostra piccola terra, che la sua luce, che pure corre alla velocità di 300.000 Km al secondo, deve viaggiare per otto lunghi anni prima di essere percepibile alla nostra vista.

Eppure è così brillante, che quando un suo raggio risplende nel telescopio, l’occhio dell’astronomo ne viene abbagliato, quasi si trattasse del sole.

Ma se la luce di una sola stella risulta così intensa a livello fisico, cosa potremo mai pensare del Signore di cui ci viene detto: “Dio è luce, e in Lui non vi sono tenebre alcune’?

Eppure possiamo vivere e operare nel pieno di quella luce penetrante e avere comunione con Lui!

Purificazione presente.

Anni or sono, nella mia comunità, avevo un amico spazzacamino.

Di domenica cantava nel nostro coro e la sua faccia risplendeva dell’amore di Dio.

Ma se capitava di passare davanti a casa sua nel momento in cui faceva ritorno dal lavoro, il suo volto era annerito al punto da essere quasi irriconoscibile!

Eppure anche allora risaltava una personalità dall’aspetto chiaro e lucente, proprio come di domenica!

I suoi occhi risplendevano di un bianco perlato.

Sembrava che fossero refrattari a quel denso pulviscolo.

E perché?

Perché la natura, che è il guanto della mano di Dio, ha fornito le ciglia, le sopracciglia e soprattutto, le lacrime, in modo che, in qualsiasi ambiente, l’occhio venga mantenuto lubrificato e pulito.

Questa forse è un’illustrazione di ciò che l’apostolo intendeva con l’espressione: “Il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato”.

Il proposito fondamentale dell’anima, dovrebbe quindi essere quello di camminare nella luce com’Egli è nella luce.

Dio si riveste di luce come di un mantello.

E’ un simbolo di purezza, d’amore e di gioia.

La nostra vita è stata concepita per essere condotta in questo modo, anche quando siamo costretti a trascorrere le ore del giorno in compagnia di chi non conosce Dio e forse bestemmia il suo nome.

Quella luce può risplendere nel cuore e nel volto, e riflettersi su coloro che ci stanno vicini.

Quella comunione con Lui può essere ininterrotta!

Il canto del Signore può elevarsi nel nostro cuore senza una sola nota stonata!

Tutto questo sembra impossibile, specialmente quando si è consapevoli del proprio peccato e della propria insufficienza.

Eppure, non è impossibile, se abbiamo scoperto il vero segreto della nostra attuale esistenza: “Il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato”.

Dio ci benedica.

A risentirci la prossima settimana.

 

La guida dello Spirito Santo

 

Atti 16:7

 

“E giunti sui confini della Misia, tentavano d’andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro. E Paolo ebbe di notte una visione: Un uomo macedone gli stava dinanzi, e lo pregava dicendo: Passa in Macedonia e soccorrici”

 

Lo spirito di Gesù spesso chiude delle porte lungo il corridoio della vita.

Noi lo attraversiamo, provandone una dopo l’altra, ma scopriamo che sono tutte chiuse, fino a quando non riusciamo a varcare quella che Egli ha aperto per noi.

A volte nel seguire la guida dello Spirito ci sembra di essere giunti in un vicolo cieco.

Il piccolo gruppo di missionari si ritrovò ad affrontare il mare.

Non aveva immaginato di dover raggiungere l’Europa, ma non c’era un’altra strada aperta.

Essi camminavano avanti e indietro sul molo, osservando le onde impetuose, e notando gli strani costumi dei marinai e dei viaggiatori che avevano incontrato in quel brulicante scalo marittimo, noto in tutto il mondo con il nome di Assedio di Troia.

Fu con simili pensieri nel cuore che l’apostolo Paolo si addormentò quella notte nella sua umile sistemazione e, nei suoi sogni, un uomo della Macedonia, simile ad uno di coloro che aveva notato sul molo, gli stava davanti e lo esortava.

Una volta che il nostro giudizio arriva ad una corretta conclusione, in base ai suggerimenti che lo Spirito Santo ci fornisce, non ci rimane altro da fare che meditare sulle decisioni da prendere.

Avete a disposizione tutti gli elementi necessari per formulare un giudizio corretto; usateli, valutando i pro e i contro, consultando Dio, il Quale vi eviterà di commettere errori.

Quando giungete alla decisione, tramite la fede e la preghiera, andate avanti senza dubitare e senza rivolgere lo sguardo indietro.

Una piccola porta può permettere di cogliere delle grandi opportunità.

Paolo potrà essersi scoraggiato di fronte all’accoglienza ricevuta in Macedonia.

Forse egli cercava l’ uomo che aveva visto in visione, ma l’elemento che Dio utilizzò per la Sua gloria furono delle donne che si radunavano in preghiera.

Come si saranno sbigottite all’improvvisa presenza di quegli stranieri, ma un’opera potente iniziò nella vita di almeno una di loro alla quale il Signore “aprì il cuore”.

Non disprezziamo i piccoli spiragli, poiché non siamo in grado di stabilire in quale grande spazio possono condurci.

Dio ci benedica.

A risentirci a settembre.

 

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